Gianluigi Paragone (Italexit), 50 anni
Gianluigi Paragone (Italexit), 50 anni
"Non intendo mostrare il Green pass per accedere al Senato. Prima di tutto, perché il Green pass per me va abolito e questo vale anche per il Senato. In più, perché il Parlamento non è un luogo di lavoro: lo è per i dipendenti ma non per i rappresentanti eletti, e quindi mi sembra assurdo doverlo mostrare...

"Non intendo mostrare il Green pass per accedere al Senato. Prima di tutto, perché il Green pass per me va abolito e questo vale anche per il Senato. In più, perché il Parlamento non è un luogo di lavoro: lo è per i dipendenti ma non per i rappresentanti eletti, e quindi mi sembra assurdo doverlo mostrare essendo io contrario e volendo fare una battaglia politica per tutti proprio su questo".

Gianluigi Paragone, senatore di Italexit-gruppo Misto, minaccia fuoco, fiamme e disubbidienza istituzionale all’obbligo di Green pass che entrerà in vigore domani nei due rami del Parlamento e nelle sedi collegate. "Nessuno mi può impedire di entrare, dovranno preparare le forze dell’ordine", alza la voce il fuoriuscito dai 5 Stelle.

Camera e Senato si sono adeguate alla normativa vigente. Chiunque debba accedere a Montecitorio e a palazzo Madama dovrà quindi esibire la certificazione verde, rilasciata dopo l’avvenuta vaccinazione anti Covid o a seguito di tampone. L’obbligo vale per deputati e senatori, per tutti i dipendenti dei due palazzi, per i giornalisti e per tutti i visitatori esterni. Le delibere dei rispettivi collegi dei Questori, con l’ok dell’Ufficio di presidenza della Camera e del Consiglio di presidenza del Senato (entrambe deliberate all’unanimita’ e con il vaglio delle Conferenze dei capigruppo, quindi con il placet ‘politico’), prevedono anche sanzioni per i trasgressori. Per i parlamentari, è previsto anche il "taglio della diaria". Nessun problema per Paragone: "Ho già rinunciato tante volte per campagna elettorale..."