Venerdì 14 Giugno 2024

Omicidio di Willy Monteiro. La Cassazione: sì all’appello bis sulle attenuanti dei due fratelli

Ventenne ucciso in un pestaggio a Colleferro, ora i Bianchi rischiano di nuovo il carcere a vita

Omicidio di Willy Monteiro. La Cassazione: sì all’appello bis sulle attenuanti dei due fratelli

Omicidio di Willy Monteiro. La Cassazione: sì all’appello bis sulle attenuanti dei due fratelli

Un nuovo processo di appello per i fratelli Bianchi, che la sera del 6 settembre del 2020 pestarono a morte Willy Monteiro Duarte a Colleferro, in provincia di Roma. È quanto deciso dalla prima sezione penale della Cassazione che ha disposto un appello bis per i due limitatamente alle attenuanti generiche che gli erano state riconosciute nel primo processo di secondo grado e che aveva portato ad abbassare la condanna dall’ergastolo a 24 anni. Ora i due rischiano nuovamente la condanna del carcere a vita.

I supremi giudici hanno, inoltre, reso definitive le condanne a 23 anni per Francesco Belleggia e 21 anni per Mario Pincarelli, gli altri due del branco che aggredirono il 21enne. La Cassazione ha riconosciuto per i quattro la penale responsabilità per l’accusa di omicidio volontario. È stata, quindi, sostanzialmente accolta la richiesta della Procura Generale. Il rappresentante dell’accusa aveva sollecitato l’annullamento della prima sentenza di appello perché i due fratelli "erano consapevoli delle conseguenze dei loro colpi, estremamente violenti, inferti con tecniche di lotta Mma contro punti vitali, su un corpo particolarmente esile come quello di Willy", ha detto il sostituto procuratore generale Marco Dall’Olio chiedendo la revoca delle attenuanti. Durante il pestaggio, ha sottolineato il sostituto procuratore generale di Cassazione, "

Willy riceve almeno due colpi potenzialmente mortali, dopo il primo colpo riesce ad alzarsi ma nuovamente viene colpito ancora per 40-50 secondi ‘di follià".

Nel corso dell’udienza hanno preso la parola le difese. Per quelli di Gabriele Bianchi, gli avvocati Ippolita Naso e Valerio Spigarelli, "è escluso che il loro assistito sia sceso dall’auto per uccidere Willy.

È arrivato sul posto convinto erroneamente di dover intervenire in difesa dei propri amici, infatti appena arriva dice ‘qua si stanno menandò". Dal canto loro i difensori di Marco Bianchi, gli avvocati Leonardo Bianchini e Vannina Zaru hanno chiesto di derubricare l’accusa in omicidio preterintenzionale. Nelle motivazioni della sentenza di appello i giudici ricostruirono le fasi dell’aggressione. Per i magistrati "resta dato inalienabile, riferito da tutti i testi, dei micidiali colpi sferrati da Gabriele e Marco Bianchi contro Willy.