Roma, 14 gennaio 2021 - Proroga della chiusura della piste da sci fino al 15 febbraio, divieto di asporto dai bar dopo le 18. Ma riaprono i musei, in zona gialla e solo nei giorni feriali. Capitolo scuola? Da lunedì le superiori dovrebbero ripartire in presenza almeno al 50%. Dopo l'approvazione del Decreto gennaio, che proroga lo stato di emergenza fino al 30 aprile, arriva la bozza del nuovo Dpcm, che sostituirà quello del 3 dicembre e completerà il quadro delle restrizioni per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. Detto che il Decreto gennaio ha istituito la zona bianca e confermato il divieto di spostamento tra le regioni anche se in fascia gialla, il Dpcm, in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo, contiene invece tutto il disposto delle norme illustrate dall'esecutivo nella riunione con le Regioni, i Comuni e le province, precedute da una premessa del ministro della Salute Roberto Speranza: "La situazione non può essere sottovalutata, lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova, forte ondata" del virus. Nessun passo indietro, dunque, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore, a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5 e l'inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni.

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Scuola

partire da lunedì le scuole superiori di secondo grado "adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica... in modo che...almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l'attività didattica in presenza". È quanto prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. Per le scuole dell'infanzia, per le elementari e le medie, prosegue il testo, la didattica continua a svolgersi "integralmente in presenza". Per quanto riguarda le università, invece, "in base all'andamento del quadro epidemiologico, predispongono piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza" secondo le "esigenze di sicurezza sanitaria nel rispetto delle linee guida del Ministero dell'università e della ricerca" e "ferme restando le attività che devono necessariamente svolgersi in presenza". 

Impianti sciistici

Gli impianti sciistici rimarranno chiusi fino al 15 febbraio. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio nella quale si sottolinea che dal 15 di febbraio potranno aprire gli impianti "solo subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti".

Musei

Riaprono i musei, gli istituti e i luoghi di cultura nelle zone gialle. I musei saranno aperti dal lunedì al venerdì "a condizione che detti luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali nonché dei flussi di visitatori, garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone".

Palestre e piscine

Niente da fare invece per palestre, piscine, cinema e teatri: il governo è orientato a prolungare la chiusura e sembra che la proroga sia estesa al 5 marzo. 

Bar, stop asporto dopo le 18

Per i bar e le attività commerciali che vendono bevande e alcolici, come le enoteche, scatta il divieto di vendita da asporto alle 18. È quanto prevede la bozza del nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio. "Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 (bar e esercizi specializzati nella vendita al dettaglio di bevande e alcolici, ndr) - si legge nel testo - l'asporto è consentito esclusivamente fino alle 18". Nella riunione con il governo di questa mattina le regioni avevano chiesto che fosse vietata solo la vendita di bevande e non l'asporto in generale.

Crociere

Via libera alle crociere. La bozza del Dpcm afferma che "i servizi di crociera da parte delle navi passeggere di bandiera italiana possono essere svolti nel rispetto delle specifiche linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico".

Zona rossa: sì visite a parenti e amici

Anche nelle zone rosse sarà possibile andare a casa di amici e parenti, in massimo due persone."Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata - si legge nella bozza - è consentito nell'ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso tra le 5 e le 22 e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale". Chi vive nei comuni con meno di 5mila abitanti, dice ancora il decreto, potrà invece spostarsi per una distanza non superiore ai 30 km dal confine, con esclusione dei capoluoghi di provincia. 

Toti: "Quasi tutta Italia in arancione"

Stamani "in videoconferenza con i governatori il ministro Speranza ha annunciato il combinato disposto del decreto legge approvato ieri sera e del nuovo Dpcm, che sta per mettere in arancione praticamente tutta l'Italia a partire da domenica con i nuovi parametri". Lo anticipa il presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni Giovanni Toti a Tg2 Italia su Rai 2. 

Le 12 regioni che potrebbero cambiare colore

Musumeci: "Sicilia zona rossa per due settimane"

"Alla luce dell'aumento dei contagi, che è ulteriormente progredito rispetto alla scorsa settimana, abbiamo sottoposto al governo centrale la proposta di dichiarare per due settimane la 'zona rossa' in Sicilia". Lo ha detto il governatore Nello Musumeci. "L'istanza - ha aggiunto - sarà valutata nella cabina di regia convocata per domani a Roma e, ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta, prudenzialmente domani stesso procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le "zone rosse" in tutte le aree regionali a maggiore incidenza di contagio, come peraltro richiesto da numerosi sindaci". 

Colori delle Regioni

Gli esperti già conoscono i dati che la cabina di regia analizzerà nelle prossime ore: tutti gli indicatori sono peggiorati nella settimana che si sta per concludere. E in base all'ultimo monitoraggio, con le modifiche introdotte dal decreto, solo 6 regioni rimarrebbero gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d'Aosta. Tutte le altre rischiano l'arancione, con la Lombardia e la Sicilia molto probabilmente in zona rossa.