Ristoranti e bar a Campo dei Fiori (Ansa)
Ristoranti e bar a Campo dei Fiori (Ansa)

Roma, 13 gennaio 2021 - Emergono nuovi dettagli sulla zona bianca che il Governo intende stabilire, probabilmente già nel nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio. Il ministro Roberto Speranza oggi alla Camera ha chiarito che la quarta fascia "potrà scattare solo con livelli epidemiologici molto bassi, incidenza settimanale, per due settimane consecutive, sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti, indice Rt sotto 1 e indice di rischio basso". Novità importanti dal momento che fino a poche ore fa si era parlato di indice Rt a 0,50 come unico criterio di ammissione. Con due settimane consecutive in scenario 1 con indice di positività sotto i 50 casi su 100mila abitanti scatterà la zona bianca. 

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Il ministro ha confermato che le limitazioni nelle aree interessate "saranno relative alle regole fondamentali come indossare le mascherine". Facile presumere, quindi, la riapertura di ristoranti e bar, magari senza limiti di orario, così come quella dei musei  (che già dovrebbero tornare operativi in zona gialla da sabato) e dei cinema. In dubbio la ripartenza degi sport di contatto, dal momento che Speranza si è soffermato sull'utilizzo delle mascherine, mentre piscine e palestre potrebbero finalmente avere il via libera nelle regioni bianche. Probabile poi l'ok per riaprire gli impianti sciistici (anche se la stagione, quando le prime regioni arriveranno nella fascia, rischia di essere già agli sgoccioli).   

Il ministro ha tenuto a precisare come sia "difficile che quest'area possa scattare nel breve,ma iniziamo ad indicare un percorso di speranza per i mesi che verranno". 

La bozza del decreto legge / Pdf

Le regioni

In attesa dei nuovi dati del monitoraggio Iss, che usciranno tra giovedì e venerdì, possiamo cercare di capire quali regioni potrebbero entrare fra le prime nella zona bianca. In base allo scorso report, ben 11 regioni avevano un indice Rt inferiore a 1.

Abruzzo (0,9), Basilicata (0.83), Campania (0.83), Friuli Venezia Giulia (0,91), Lazio (0.98), Marche (0.93), Piemonte (0.95),  Provincia autonoma di Bolzano (0.81), Provincia autonoma di Trento (0.85) Toscana: (0.9)  e addirittura il Veneto (0.97), finito poi in zona arancione.

Il problema è il tasso di incidenza, lo stesso che doveva stravolgere gli ingressi in zona rossa (criterio poi bocciato dalle regioni). Nessuna, negli ultimi dati, si avvicinava ai 50 casi settimanali per 100mila abitanti. I valori più bassi si rilevavano in Sardegna (78,01), Toscana (78,95) e Calabria (82,3). Di queste, la Toscana era la sola regione (unica in Italia) considerata a indice di rischio "basso". Il punto è che, stando agli ultimi bollettini, i contagi sarebbero in risalita anche lì. Il prossimo monitoraggi sarà decisivo anche se, come ha sottolineato Speranza, non sembra possibile, "nel breve", l'ingresso delle regioni in zona bianca.