Roma, 24 febbraio 2021 - Mario Draghi stringe i tempi in vista del nuovo Dpcm. Nel vertice di ieri sera con i ministri in prima linea sulla pandemia e il Cts si è fatto il punto sulla lotta al Covid. E la parola d'ordine è stata massima prudenza, come il Comitato tecnico scientifico ha consigliato: aspettare a riaprire ristoranti, palestre, luoghi di cultura. Timori questi anche del premier e dei ministri interessati ad allentare le maglie per ora.

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La novità principale emersa dalla riunione rigurda il timing sul cambio di colore delle Regioni. Si sarebbe ragionato sulla possibilità che le ordinanze sul passaggio di fascia entrino in vigore il lunedì, e non più la domenica. Una circostanza, questa, che aveva fatto infuriare nelle scorse settimane soprattutto i ristoratori catapultati dalla zona gialla all'arancione, spiazzati nel perdere un giorno festivo di significativa affluenza (e incassi) per cui avevano già fatto scorte e operato in base alle prenotazioni.

Attenzione anche alle comunicazioni di eventuali cambi di linea: dovranno arrivare con anticipo rispetto al passato. Si è anche fatta l'ipotesi di coinvolgere il Parlamento nell'adozione dei futuri provvedimenti anti-Covid, quindi con decreti legge, ma per ora si dovrebbe comunque agire nuovamente con un dpcm che dovrebbe essere definito nel week end. 

Alla riunione il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, hanno espresso preoccupazione per la diffusione della variante inglese: quindi hanno sconsigliato fughe in avanti. "Non abbiamo parlato di riaperture", hanno sottolineato gli esperti del Cts. Oggi la relazione del ministro Speranza alle Camere (nell'Aula del Senato alle 13.30) è destinata a ribadire la linea fin qui portata avanti, al momento di variazioni non se ne parla. Poi il governo sentirà nuovamente le Regioni e il Cts, con lo scopo di arrivare a una decisione che non sia ridosso della scadenza, ma almeno 4 o 5 giorni prima. E così il nuovo Dpcm, a quanto filtra, vedrà la luce in anticipo rispetto alla scadenza del 5 marzo.

Varato il decreto Covid (qui il testo in Pdf) con la proroga del divieto di spostamento tra regioni e lo stop a visite ad amici parenti in zona rossa, nella riunione si sarebbero dovute individuare regole chiare su eventuali strette o riaperture, ma anche sui ristori e sulle misure in favore dell'economia.

All'incontro per l'esecutivo erano presenti Giancarlo Giorgetti (Lega, Sviluppo Economico), Roberto Speranza (Leu, Salute), Dario Franceschini (Pd, Cultura), Maria Stella Gelmini (FI, Affari regionali), Elena Bonetti (Iv, Famiglia). Per il M5S, come nella riunione di sabato scorso, c'era Stefano Patuanelli (ministro delle Politiche Agricole) che in giornata aveva manifestato l'esigenza di scrivere un protocollo per far ripartire al più presto la ristorazione.

Bollettino Covid del 23 febbraio

Ipotesi: per nuove misure coinvolgere Parlamento

Coinvolgere il Parlamento nell'adozione dei futuri provvedimenti anti-Covid è stata una delle uipotesi di cui si è parlato ieri sera. A favore di questa linea, si apprende da fonti di governo, sarebbero diverse componenti dello stesso esecutivo: si vorrebbe così un superamento dei Dpcm, cioè modalità adottata finora per l'introduzione delle misure restrittive. L'ipotesi in casi simili in futiro potrebbe essere l'approvazione di decreti legge, che richiederebbero la conversione in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Ma alla fine è trapelato che per ora vedrà la luce un altro dpcm.

La linea di Draghi

L'impegno del governo è di "tempestivo", ma non sono da chiarire quali saranno le mosse di Draghi sulle riaperture. Nei giorni scorsi si era parlato di un'Italia tutta in zona arancione, ipotesi che al momento pare tramontata. Lunedì il premier ha telefonato alla cancelliera tedesca Angela Merkel, un primo contatto per favorire un "esercizio condiviso" nella lotta alla pandemia. In Germania hanno riaperto le scuole in 10 Stati su 16, ma crescono nel Paese i timori per una terza ondata di Coronavirus. E la cancelliera non è stata, negli ultimi tempi, per la linea morbida.  

La posizione del Cts

La parola d'ordine è prudenza. Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico non cambiano rispetto alle scorse settimane, l'evoluzione nelle ultime settimane delle varianti Covid consiglia cautela. Gli esperti hanno messo in guardia il governo dal rischio impennata dei contagi in caso di una riapertura di impianti sciistici, palestre, piscine o cinema. Parlarne ora, secondo i tecnici, risulta prematuro. Una posizione che i tecnici - dopo essersi incontrati ieri pomeriggio in vista della riunione di ieri sera - hanno ribadito a Palazzo a Chigi. Il Cts si riunirà nuovamete oggi per valutare il protocollo di sicurezza messo a punto dalle associazioni dello spettacolo. A quanto si apprende, non è stato ancora affrontato il tema della revisione dei parametri per le fasce di rischio, tema che sarà sul tavolo nei prossimi incontri. 

Le Regioni e le riaperture

Draghi deve fronteggiare però le richieste delle Regioni che spingono da un lato per misure omogenee a livello nazionale, dall'altro invocano riaperture laddove possibile. Ieri le dichiarazioni di Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e delle conferenza delle Regioni. Prima ha parlato a L'aria che Tira su La7, a proposito dei ristoranti aperti la sera nelle zone a minor rischio: una proposta di Salvini che Bonaccini ha giudicato "ragionevole". Considerazione che genera diversi mal di pancia nel Pd ("Le proposte di Salvini sono sempre strumentali, mai ragionevoli - ha detto il responsabile Lavoro dem Marco Miccoli -. Meglio affidarsi ai tecnici e alla scienza"). Nel pomeriggio il governatore emiliano ha fugato ogni dubbio sulla sua linea: "Dove ce lo si può permettere nelle prossime settimane o nei prossimi mesi, con capienze ridotte, via via riaprire cinema e teatri". Quindi il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha annunciato nuovi incontri nei prossimi giorni tra governo e regioni. Per il nuovo Dpcm non bisognerà attendere molto. 

Draghi a Salvini: abbassare i toni

Calma ed equilibrio, questo il premier Mario Draghi avrebbe suggerito a Matteo Salvini, in un faccia a faccia a Palazzo Chigi voluto dallo stesso presidente del Consiglio, raccontano voci dentro gli ambienti politici. E' il momento del pragmatismo e dell'equilibrio, avrebbe sottolineato Draghi a Salvini. Da parte sua il leader della Lega ha assicurato al premier massima attenzione e serietà. Si è parlato anche di sottosegretari dove la Lega ha insistito sui contenuti e ha fornito risposte chiare e puntuali alle sollecitazioni di Palazzo Chigi. Salvini però spinge per le riaperture, si è detto d'accordo su restrizioni circoscritte, ma in aree dove il virus è meno aggressivo è ragionevole consentire l'apertura controllata di bar e ristoranti. E la linea espostav da Salvini incontra l'apprezzamento del leader del Pd Bonaccini.