Giovedì 11 Aprile 2024

Nella casa di D’Annunzio. Colpo da un milione di euro

Rubate 50 opere dell’artista Umberto Mastroianni, zio dell’attore Marcello. Una si è salvata. I ladri non hanno toccato i pezzi del lascito del Vate.

Nella casa di D’Annunzio. Colpo da un milione di euro

L’ingresso del Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera

GARDONE RIVIERA (Brescia)

La mostra durava fino a oggi. Ma non c’è stato bisogno di smontarla: prima che chiudesse i battenti, ci hanno pensato i ladri a razziarla integralmente, lasciando gli spazi espositivi tutti vuoti. Colpo grosso al Vittoriale degli Italiani, la casa museo del Vate, Gabriele D’Annunzio, sulla sponda bresciana del lago di Garda. La notte tra martedì e mercoledì qualcuno è penetrato nel museo, nella sezione ‘D’Annunzio segreto’, dove dal 30 dicembre era allestita l’esposizione temporanea Come un oro caldo e fluido. Gli ori di Umberto Mastroianni, e ha trafugato tutto quanto era in vista, cinquanta opere per un valore di oltre un milione di euro. Solo un pezzo, hanno fatto sapere dalla Fondazione del museo, è stato recuperato a terra, forse perso dai malviventi durante la fuga. In rassegna c’erano trenta gioielli – ciondoli, bracciali, anelli, spille, preziosi vari – lastre e sculture create tra gli anni Cinquanta e Novanta con la tecnica della fusione a ‘cera persa’ o ‘colata in oro’ dall’artista Umberto Mastroianni, tra i più significativi e geniali protagonisti della scultura-pittura del Novecento, zio del celebre attore Marcello. Chi ha preso di mira il Vittoriale, che nel 2023 ha toccato il record dei 300mila visitatori, lo ha fatto forzando un ingresso laterale, contando sull’assenza dell’allarme. I ladri hanno puntato alla mostra (coperta da assicurazione) non toccando pezzi del lascito dannunziano, ma agendo senza fretta e portandosi via appunto, al netto dell’opera persa e poi recuperata, 49 preziosi e sculture.

Ad accorgersi del disastro sono stati gli addetti alla sicurezza e il personale solo il mercoledì mattina. Dal canto suo il presidente della Fondazione, Giordano Bruno Guerri – telefono che suonava a vuoto ieri – con una nota ha confermato che un pezzo delle opere trafugate si è salvato, ed è stato recuperato, e che la collezione dannunziana è integra. "Stiamo lavorando con le forze dell’ordine per tutelare il Vittoriale", ha fatto sapere Guerri annunciando una conferenza stampa. L’indagine è nelle mani dei carabinieri di Brescia, Gardone e Salò, coadiuvati dai colleghi esperti in tutela del patrimonio culturale (nucleo di Monza). Inquirenti e investigatori partono dall’analisi delle telecamere, anche se le immagini appaiono poche e di scarsa qualità.