Lunedì 15 Luglio 2024

Morti e blackout Kiev-Mosca, raid continui Razzo cade in Moldavia al confine con l’Ucraina

Attacco coi droni in due basi aeree russe, Mosca risponde con i missili. Diverse zone di nuovo senza elettricità. Putin visita il ponte in Crimea

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ROMA

Di nuovo un missile che esce dai ’confini del conflitto in atto tra Russia e Ucraina. Proprio come il 15 novembre scorso quando un razzo si abbattè in Polonia, uccidendo due persone. Questa volta il razzo è caduto sul territorio moldavo, sempre al confine con l’Ucraina. Le guardie di frontiera moldave lo hanno trovato il razzo vicino a Briceni, nel nord del Paese, nel giorno in cui su Mosca ha scatenato l’ennesimo attacco missilistico a tappeto. Una reazione, probabilmente, anche a quanto avvenuto ieri mattina. La Russia, infatti, si è scoperta vulnerabile, con i droni di Kiev arrivati a colpire due basi di bombardieri strategici a centinaia di chilometri dai propri confini. Ai raid, che hanno provocato tre morti e quattro feriti tra i militari russi, Mosca ha risposto quindi con una nuova pioggia di missili su gran parte dell’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky ha detto che gran parte dei missili lanciati dalle forze russe sono stati abbattuti. Ma sempre fonti ucraine lamentano che vi sono state interruzioni di corrente elettrica e acqua in molte città, mentre due persone sono rimaste uccise e due ferite nella regione di Zaporizhzhia.

Anche la Moldavia, come successo in precedenti occasioni, ha subito interruzioni del sistema elettrico. Il razzo che ha visto invece cadere sul proprio territorio potrebbe appartenere al sistema di difesa aerea ucraino, perché il ministero degli Esteri di Kiev, citato dall’agenzia Ukrinform, ha riferito che l’incidente conferma che l’Ucraina dovrebbe ricevere il prima possibile dall’Occidente sistemi di difesa più moderni. Il ministero della Difesa russo, invece, ha affermato che i raid missilistici hanno portato un "colpo massiccio" ai centri di comando e ad infrastrutture militari ucraini. Diciassette obiettivi "strategici" sono stati colpiti, ha aggiunto il ministero russo, fra questi alcuni centri di smistamento per il trasferimento via ferrovia di truppe e armi fornite dall’estero a Kiev.

In mattinata, secondo la ricostruzione dei militari russi, le forze ucraine avevano lanciato attacchi con "droni di fabbricazione sovietica" contro la base aerea di Dyagilevo, nella regione di Ryazan a sud-est di Mosca, e a quella di Engels nella regione di Saratov. Le forze di difesa aeree russe hanno intercettato i due droni, che volavano a bassa quota. Frammenti dei velivoli, secondo la versione del ministero della Difesa russo, sono caduti ed esplosi provocando, oltre a 3 morti e 4 feriti, "lievi danni" alla parte esterna di due aerei. Presumibilmente due bombardieri strategici Tu-95 di cui avevano parlato in un primo momento i media ucraini. Gli attacchi sono avvenuti proprio nel giorno in cui Vladimir Putin ha attraversato alla guida di un’auto il ponte che collega la Crimea al territorio della Federazione russa, in via di ricostruzione dopo l’attentato compiuto con un camion bomba che l’8 ottobre provocò quattro morti. Secondo i servizi di sicurezza interni russi Fsb, l’attacco è stato ideato dai servizi d’intelligence militari ucraini, guidati da Kirill Budanov. Mosca conferma comunque la sua intenzione di continuare nella cosiddetta operazione militare speciale. Misure come il price cap sul petrolio "non influenzeranno" l’andamento della campagna in Ucraina, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Mentre da Kiev il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ha invitato tutto il mondo a "prepararsi già ora a una sconfitta russa".