Accordo Italia-Albania, via libera del Cdm al ddl di ratifica. A Tirana solo migranti soccorsi in acque extraeuropee

Arriva l’ok del Consiglio dei Ministri all’intesa sulla gestione dei flussi migratori. Tajani: “Costerà meno delle truffe del superbonus”

La premier Giorgia Meloni e il primo ministro albanese Edi Rama (Ansa)
La premier Giorgia Meloni e il primo ministro albanese Edi Rama (Ansa)

Roma, 5 dicembre 2023 – Arriva l’ok del Consiglio dei ministri al disegno di legge di ratifica dell'accordo tra Italia e Albania sulla gestione dei migranti.

Chi andrà nei centri albanesi

Nei due centri che verranno realizzati in Albania potranno essere condotte “esclusivamente persone imbarcate su mezzi delle autorità italiane all'esterno del mare territoriale della Repubblica o di altri Stati membri dell'Unione europea, anche a seguito di operazioni di soccorso”. In breve, questo accordo sarà applicato solo per i migranti soccorsi in acque extraeuropee, ovvero al di là delle acque maltesi, e le navi faranno la spola con l’Albania da molto lontano. Perché, in caso contrario, la deroga alle norme nazionali prevista dal disegno di legge approvato oggi avrebbe inevitabilmente cozzato con quelle del diritto europeo che si applicano in territorio o in mare europeo.

Colloqui in videocollegamento

Il ddl prevede inoltre colloqui tra i migranti trattenuti in Albania e i loro difensori che  avverranno in videocollegamento, mentre lo scambio di documenti sarà realizzato tramite pec. E' prevista inoltre la videoconferenza per le udienze con i magistrati di Roma, che dovranno pronunciarsi sui ricorsi presentati dai migranti, a partire da quelli sul respingimento delle richieste di asilo.

I costi dell’operazione 

Intanto, si iniziano a stimare i costi annuali dell'accordo sui migranti con l'Albania. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, tiene a rassicurare che “saranno inferiori a quelli di cui si è detto, siamo sotto i 200 milioni e saranno ben spesi per affrontare la lotta all'immigrazione irregolare e sono molti di meno di quelli sequestrati dalla Guardia di Finanza per un cattivo uso del superbonus”.  

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