Messina Denaro, la figlia dell’amante ammette: “Gli volevo bene, ma ho sbagliato. Ora seguo un percorso di legalità”

Martina Gentile, figlia di Laura Bonafede, è agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento. All’interrogatorio di garanzia non ha risposto al gip, ma nel corso di alcune dichiarazioni ha preso le distanze dal boss

Martina Gentile, figlia di Laura Bonafede l'amante del boss Matteo Messina Denaro (Ansa)

Martina Gentile, figlia di Laura Bonafede l'amante del boss Matteo Messina Denaro (Ansa)

Roma, 11 dicembre 2023 – “Da bambina gli ho voluto bene. Ma ora ho capito di aver sbagliato”. Martina Gentile, 33 anni, figlia della maestra Laura Bonafede l'amante storica di Matteo Messina Denaro, non ha risposto al gip durante l'interrogatorio di garanzia, ma nel corso di brevi dichiarazioni spontanee ha preso le distanze dal boss che la considerava come una figlia. Ai domiciliari per aver favorito la latitanza del capomafia, Gentile, che quando le hanno notificato la misura era a Pantelleria per una supplenza a scuola, è stata sentita al commissariato di Mazara del Vallo. È accusata di aver smistato la corrispondenza del boss per mesi, di averlo incontrato durante la latitanza e di essere una sua fedelissima emissaria.

Ora dice di aver “capito di aver sbagliato”, annuncia di aver preso le distanze dal padrino, e di aver “iniziato un percorso di legalità con un’associazione antimafia e gli assistenti sociali”. Seguita dalla scelta di dare un taglio netto col passato. Gentile ha scelto di lasciare il suo paese, Campobello di Mazara, per andare a insegnare in una scuola di Pantelleria “per prendere le distanze da un contesto in cui non si riconosceva più”. Nelle brevi dichiarazioni spontanee rese al Fip, Gentile precisa di “aver maturato una serie di consapevolezze dopo aver letto chi realmente fosse il padrino che l'aveva cresciuta come una figlia. E di aver capito che l'affetto che nutriva per lui era mal riposto e di essere stata tradita sentimentalmente”.

Ad aprire gli occhi alla giovane donna sarebbero stati gli atti d'accusa avanzati a suo carico dalla Procura che già nei mesi scorsi aveva chiesto il suo arresto. Allora il gip negò però la misura per mancanza di indizi. Seguirono nuove indagini e la decisione del giudice di disporre per lei, madre di una bimba di 3 anni, gli arresti domiciliari.

Nel frattempo mesi fa la Procura per i minorenni aveva chiesto al Tribunale la sospensione della potestà genitoriale per la Gentile, nel timore che potesse educare la figlia ai disvalori mafiosi, e di affidare la piccola a una comunità, nonostante il marito della donna fosse incensurato e non sia stato indagato. Il procedimento era stato rinviato al 30 gennaio, ma dopo l'arresto della ragazza i pm hanno fatto nuova istanza al giudice perché decidesse sulla potestà genitoriale con urgenza e senza sentire l'indagata. Istanza parzialmente respinta dal Tribunale che ha solo anticipato l'udienza al 22 dicembre, ma che ha deciso di ascoltare la Gentile.