Lunedì 22 Aprile 2024

Caso Yara, l’ultimo ricorso. Il Dna come prova regina e quell’Italia che si spacca su un giallo lungo 14 anni

Nel 2018 la condanna definitiva all’ergastolo per Massimo Bossetti. Ora la Cassazione deve stabilire se i reperti possono essere rianalizzati. Lo scrittore Giuseppe Genna e l’eterna sfida tra innocentisti e colpevolisti

Yara Gambirasio

Yara Gambirasio

Milano, 16 febbraio 2024 – L’Italia è sedotta da sempre dalle proprie divisioni profonde. Spaccature che hanno fatto la storia nazionale dall’impero romano fino al caso Bossetti. Così è stato ribattezzato quello che in realtà era il caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, in un estremo furto e ulteriore sfregio alla memoria della ragazzina uccisa nel 2010. Si va fronte contro fronte, è il Dna italiano. La stagione televisiva se ne è appropriata, da “Aboccaperta” di Funari a “Ciao Darwin” di Bonolis a “Quarto Grado”. È il confronto perenne tra innocentisti e colpevolisti. L’opinione pubblica vuole sostituire ogni istituzione, ogni organo di rappresentanza. In questo caso, la magistratura. Invoca, sempre più a gran voce, il quarto o il quinto o il sesto grado di giudizio, la revisione processuale, il colpo di scena che ristabilisce verità e giustizia. Pensiamo a quando Bossetti fu arrestato: all’uscita dalla caserma a Bergamo una folla inferocita preme e sembra volerlo giustiziare, contro ogni presunzione di innocenza. Il Paese che nella sua storia non ha la ghigliottina non smette di desiderarla. E poi pensiamo alle trasmissioni tv, di rilevanza nazionale e capaci di vantare un ruolo del tutto immaginario di “servizio pubblico”, mentre fanno da conca di risonanza per mesi e anni alle tesi delle difese di chi è stato condannato, perché il processo sia riaperto e il giudizio definitivo giudicato. La magistratura orditrice di cospirazioni contro l’innocenza violata di chi sta dietro le sbarre, quando l’unica innocenza violata è quella delle vittime di omicidi e stragi.

Così Olindo e Rosa, nonostante la confessione, possono vedersi riaperto il processo, nonostante non sia portata all’attenzione della magistratura nessuna nuova prova o circostanza, requisito minimo perché il procedimento sia riaperto. L’ex sindaco di Siena, che aveva parlato di festini a sfondo sessuale a proposito della morte di David Rossi, finisce a processo insieme alla trasmissione tv che gli aveva sottratto la clamorosa ammissione: ma ammissione di cosa? Michele Misseri, “lo zio Michele”, personaggio assurto ai vertici dell’orrenda serie di maschere della commedia tragica all’italiana, esce in questi giorni dal carcere e a telecamere unite ribadisce che il colpevole è lui, non la moglie e la figlia, condannate per l’omicidio di Sarah Scazzi. Con il processo a Bossetti entriamo in un’eccezione, la cui importanza verrà misurata dalla società a venire.

Massimo Giuseppe Bossetti nel 2018 è stato condannato anche in Cassazione
Massimo Giuseppe Bossetti nel 2018 è stato condannato anche in Cassazione

In questo caso il Dna, cioè un indizio, diventa “prova regina”. È un passaggio epocale. Era accaduto col caso del delitto dell’Olgiata, l’omicidio di Alberica Filo Della Torre nel 1991. A distanza di vent’anni il domestico Manuel Winston Reyes era stato incastrato dalla prova del Dna. Ma aveva confessato. Bossetti invece non ha confessato. E il fatto che sia stato condannato sulla base di una prova genetica complessa e ai limiti dell’ambiguità, la cosiddetta traccia mista a cui manca parte del Dna di Ignoto 1, ha scatenato gli innocentisti. Anche gli osservatori più neutrali hanno alzato il sopracciglio alla decisione della magistratura di non consentire alla difesa il controesame genetico. Così pure di non permettere che esaminasse direttamente le prove. La nazione, ormai sfiatata, sta con il fiato sospeso. Verifica se le sue ipotesi di innocenza generiche e grossolane avranno il giusto riguardo. Ogni istituzione è vilipesa dal dubbio. Non è vero che il confronto è tra innocentisti e colpevolisti: è tra due generi opposti di colpevolismi. La nazione continuerà a giocare ad Agatha Christie fino al prossimo omicidio di richiamo. Fino alla fine.