Giovanni

Serafini

Boicottare la Francia? Non mi sembra un’idea geniale.

Una cosa è restituire a titolo personale la Legion d’onore, altra cosa è innescare un contenzioso commerciale e diplomatico contro uno Stato alleato. Guardiamo a freddo la situazione: ritorsioni nei confronti della Francia sono già state decise dal presidente turco Erdogan, che odia Macron per aver lasciato pubblicare le vignette su Maometto. Istigati dal Sultano piromane anche altri paesi arabi, dall’Iran al Kuwait, dalla Giordania al Qatar, dall’Arabia Saudita al Bangladesh, hanno messo al bando "La Vache qui rit" e altri prodotti francesi della gastronomia,del lusso e della moda. Vogliamo comportarci allo stesso modo? Vogliamo stare a fianco di paesi che incoraggiano il terrorismo sotto lo sguardo benevolo di Putin? Semmai se c’è qualcuno che dovremmo boicottare, è proprio Erdogan, l’uomo che nega il genocidio degli armeni. Non si tratta solo di realpolitik, ma di coerenza. Vogliamo ritirare il nostro ambasciatore in Francia per protestare contro gli onori tributati al presidente egiziano al-Sisi? Ma allora dobbiamo comportarci allo stesso modo con gli altri paesi in cui vigono dittature eregimi autoritari: Cina, Russia, Corea del Nord, Arabia Saudita, Turkmenistan, Kazakistan, Tagikistan, Bielorussia, Venezuela, Birmania, una ventina di paesiafricani dal Ciad al Congo all’Eritrea, e via dicendo. Alla fine resteremmo in pochi: noi, qualche paese occidentale, il Vaticano e San Marino…