di Barbara Berti Un abbraccio che vale più di mille parole. E l’ultimo ciak: "Signore e signori, Terence Hill ha finito le riprese di Don Matteo". Ricordi, emozioni e un pizzico di nostalgia. Perché 20 anni sono tanti, è cambiata l’Italia, ma per milioni di spettatori è stato come una carezza pensare che un sacerdote-detective con la tonaca rattoppata insieme a una manciata di carabinieri potesse salvare il mondo. Don Matteo, il prete più amato del piccolo schermo, dice addio. O meglio, Terence Hill saluta la storica fiction di Raiuno e passa il testimone a...

di Barbara Berti

Un abbraccio che vale più di mille parole. E l’ultimo ciak: "Signore e signori, Terence Hill ha finito le riprese di Don Matteo". Ricordi, emozioni e un pizzico di nostalgia. Perché 20 anni sono tanti, è cambiata l’Italia, ma per milioni di spettatori è stato come una carezza pensare che un sacerdote-detective con la tonaca rattoppata insieme a una manciata di carabinieri potesse salvare il mondo. Don Matteo, il prete più amato del piccolo schermo, dice addio. O meglio, Terence Hill saluta la storica fiction di Raiuno e passa il testimone a Raoul Bova, il nuovo e giovane don Massimo. "22 anni, 13 stagioni e 259 episodi. Molte grazie", scrive su Instagram Mario Girotti (questo il vero nome dell’attore), 82 anni e 50 di carriera segnata non solo dalla tonaca ma anche dai film western-cazzotti & comicità con l’amico Bud Spencer.

Da quel lontano 7 gennaio 2000 – il debutto della serie tv targata Lux Vide di Luca e Matilde Bernabei e Rai Fiction – Hill si è fatto custode di un’umanità aperta agli altri e compartecipe dei problemi e delle sofferenze di tutti. Ha saputo diffondere i buoni sentimenti senza renderli smielati e senza calcare la mano. Le sue parole rassicuranti sono sempre apparse come quelle di un saggio, di un padre di famiglia che parla attraverso uno sguardo limpido e azzurro. Nella chiesa di Santa Eufemia a Spoleto (dove don Matteo era parroco dalla nona stagione in seguito al trasferimento da San Giovanni Battista di Gubbio), set dell’ultima scena di Hill, c’è stato l’abbraccio e il saluto dell’attore con il produttore Luca Bernabei che l’ha ringraziato per "La dedizione e la fedeltà con cui ha prestato il suo mito a un personaggio entrato per 20 anni con gentilezza nelle case di tutti gli italiani, dando sempre una parola di speranza".

L’addio di Don Matteo va letto in senso positivo. "Vogliamo pensare all’eredità che Terence ci lascia in termini appunto di dedizione, fedeltà e soprattutto di amore per la serie. Oggi dobbiamo essere all’altezza del mito che non ci abbandona ma come un padre ci guarda da lontano e ci osserva crescere. Consapevoli dell’eredità di Terence, abbiamo il dovere di impegnarci ancora di più e di portarla avanti con la massima dedizione e responsabilità. Lo dobbiamo ai milioni di italiani che guardano la serie e a Terence" aggiunge il produttore che a breve lavorerà ancora con Hill. "Faremo insieme due film, uno di Natale e un western". La quarta puntata della 13esima stagione – in onda non prima del 2022 – sarà lo spartiacque tra prima e dopo: l’anziano prete-detective con il giubbotto di pelle e in sella alla bici lascerà spazio al giovane sacerdote senza abito talare, che guida la moto e ha alle spalle una storia particolare: Don Massimo prende i voti tardi, abbracciando la fede con una spiritualità francescana e questo è il suo primo incarico.