Sabato 22 Giugno 2024
STEFANO BROGIONI
Cronaca

Liguria-gate e l’Antimafia: "Anche noi vogliamo vederci chiaro". Scontro sui verbali di Spinelli junior

La presidente Colosimo ha fatto richiesta delle carte di Genova. Presto l’audizione dei procuratori. Malan (FdI) attacca: "Più rigore sul contenuto delle dichiarazioni non aderenti alla realtà e divulgato"

Genova, 19 maggio 2024 – Il Liguria-gate tracima: dalla commissione Antimafia alla polemica politica per il verbale con l’errore. Il tutto in un’inchiesta che da quasi due settimane esonda come un fiume in piena dalle accuse originarie al governatore Giovanni Toti, accusato di aver messo la sua funzione al servizio degli interessi dell’imprenditore Aldo Spinelli.

Giovanni Toti, 55 anni, è agli arresti domiciliari dal 7 maggio scorso
Giovanni Toti, 55 anni, è agli arresti domiciliari dal 7 maggio scorso

La presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo (FdI) ha fatto richiesta delle carte di Genova "esattamente come quelle di Bari, Palermo, Torino e Catania. Ho iniziato un filone di indagine che riguarda tutte le realtà che in questi ultimi mesi sono state toccate da indagini che riguardano corruzione e voto di scambio, o comunque rapporti tra la criminalità organizzata e le pubbliche amministrazioni perché vogliamo dare al Parlamento un fotografia dell’attuale modalità di infiltrazione della criminalità organizzata nelle amministrazioni". Il primo passo del lavoro dell’Antimafia sull’inchiesta ligure sarà l’audizione del procuratore capo, Nicola Piacente, e del collega della Spezia, Antonio Patrono, da cui è partita l’indagine.

Ma per il finanziamento "lecito" diventato "illecito" nella trascrizione del verbale del figlio di Spinelli, Roberto, e corretto dal suo legale, il senatore FdI Lucio Malan pretende "rigore, serietà e chiarezza". Rigore che si tramuterà nel riascolto della registrazione. Intanto, vanno avanti gli interrogatori. Non è stato ancora fissato quello di Toti, che ha annunciato che non ricorrerà al Riesame per uscire dai domiciliari, stessa strategia di Spinelli senior. Domani dovrebbero essere effettuate le copie forensi di telefoni, pc e altri dispositivi di Toti e poi degli altri indagati. Saranno acquisiti messaggi e mail, verosimilmente con l’uso di parole chiave.

I pm, che in settimana potrebbero convocare il sindaco di Genova Marco Bucci (non indagato), insistono su quello che sembra essere il nocciolo centrale della presunta corruzione contestata al governatore: il rinnovo della concessione del terminal Rinfuse a Spinelli. Giorgio Carozzi era tra i componenti del comitato di gestione del porto, in rappresentanza del Comune di Genova, e, dalle intercettazioni, si era reso conto della "difficoltà" del sindaco Bucci per "tutta questa pressione di questi cialtroni di Toti" e accusava di "corruzione" Toti. "Alla fine", però, come si legge negli atti, dopo un incontro con Bucci e Signorini, manifestò "la disponibilità a votare" la delibera. Ai pm, Corazzi avrebbe confermato le pressioni per la concessione a Spinelli. L’avvocato Andrea La Mattina, che rappresentava la Regione, la prossima settimana dovrebbe essere sentito dagli inquirenti come persona informata. L’unico, nel comitato, che si oppose fu Rino Canavese. Per lui l’operazione Rinfuse era "l’evidente esistenza di un favoritismo continuo nei confronti del gruppo Spinelli".