Grande classico della politica italiana, il contributo di solidarietà: nel 1992, l’allora premier Giuliano Amato propose un prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti. Passano quattro anni ed ecco la "tassa per l’Europa" voluta da Prodi per consentire all’Italia di entrare nell’Euro tra i paesi di testa. Dopo vari tentativi caduti nel vuoto, nel 2011 il governo Berlusconi introdusse un contributo di solidarietà per le pensioni più alte. Tempo qualche mese e il contributo colpì i redditi dei dipendenti pubblici oltre i 90mila e i 150mila euro, e quelli dei privati oltre 300mila euro.