Lunedì 17 Giugno 2024

Le spese anomale: orecchini e il libro sul sesso

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Regali non simbolici a spese dei cittadini, consumazioni in bar, ristoranti e pasticcerie anche in periodi festivi oppure senza "nessuna giustificazione istituzionale", per un totale di oltre 25mila euro. Sono alcune delle spese costate la condanna definitiva ad Augusta Montaruli. Gli investigatori, nel corso dell’indagine cominciata nel 2012, avevano contato rimborsi per poco più di 41.500 euro nell’arco di due anni (dal giugno 2010 al settembre 2012), con moltissime spese per caffè e ristoranti, la cui attinenza con l’attività istituzionale era da vagliare.

A scorrere la lunghissima tabella compilata dagli investigatori della Guardia di Finanza compaiono scontrini per ristoranti anche nel weekend, quindi non in giornate di lavoro. Ma sbucano anche oggetti diventati poi "famigerati". C’era, per esempio, un acquisto da 125 euro in un negozio Hermes di Torino. E poi una borsa della marca Borbonese da 195 euro, da lei descritta come "una sacca in tessuto" che serviva a contenere i libri, "un premio alla migliore lettura della poesia contro la violenza sulle donne", aveva spiegato il 28 maggio 2013 nel corso di un interrogatorio davanti al pm Enrica Gabetta.

Si scoprirà dopo, nel corso del processo, che uno era un libro a tema erotico della Mondadori, Sexploration, e l’altro il romanzo Mia suocera beve, "di cui non si coglie il nesso con l’evento letterario sulla violenza sulle donne, stranamente organizzato in notturna", scrivevano i giudici della Corte d’appello nella prima delle due sentenze di secondo grado. Un altro regalo di cui Montaruli aveva chiesto e ottenuto il rimborso, erano gli orecchini da 60 euro, acquistati al negozio “Bijoux del gatto“, destinati a una collaboratrice.

E. G. P.