L’autopsia su Giulia. Colpita con 26 coltellate, è morta dissanguata. Mattarella martedì ai funerali

L’esame sul corpo è durato oltre dodici ore: molte ferite profonde, fatale un fendente all’aorta. Era priva di vita quando fu lasciata nel dirupo. L’ultimo saluto alla 22enne in chiesa a Padova.

L’autopsia su Giulia. Colpita con 26 coltellate, è morta dissanguata. Mattarella martedì ai funerali

L’autopsia su Giulia. Colpita con 26 coltellate, è morta dissanguata. Mattarella martedì ai funerali

Un forte segnale dallo Stato contro i femminicidi nel giorno dell’autopsia di Giulia Cecchettin: alle esequie della ventiduenne di Vigonovo, che sarebbero fissate martedì mattina in Santa Giustina a Padova, prenderà parte il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Se ne stanno fissando i dettagli. Giulia, secondo ciò che trapela dall’esame autoptico durato quasi 12 ore, è morta negli attimi successivi al secondo agguato di Filippo Turetta nella zona industriale di Fossò, a ridosso delle 23,40 di quel dannato sabato sera, l’11 novembre, per una coltellata che le avrebbe reciso l’aorta non la carotide. Sarebbe uno dei risultati dell’autopsia che si è tenuta ieri all’Istituto di anatomia patologica dell’università di Padova. L’ha uccisa al termine di una agonia di colpi durata più di venti minuti.

La ventiduenne, che si stava per laureare in ingegneria biomedica, ha perso così tanto sangue che allo choc emorragico che ne è seguito non ha potuto resistere e il suo fisico è definitivamente crollato in preda al dissanguamento. I colpi inferti da Filippo sul corpo della ex fidanzata alla fine sarebbero ventisei e molte di queste ferite sono profonde diversi centimetri. Esaminati anche gli ematomi sul corpo come quello alla testa battuta contro il marciapiede a Fossò e valutata anche la possibilità di violenza sessuale. All’inizio dell’esame autoptico i medici hanno eseguito una Tac e poi gli esami ematici, ma bisognerà attendere per sapere i risultati. Adesso è necessario aspettare la relazione tecnica che fissi nel modo più preciso possibile il luogo e l’ora della morte e dica se quando la ragazza è stata caricata nel bagagliaio fosse ancora o no in vita, pur se incosciente. La certezza assoluta è che Giulia era già morta quando è stata abbandonata dal suo carnefice sul luogo del ritrovamento, nel canalone nei pressi di Barcis, oltre 120 chilometri da dove le telecamere della Dior avevano registrato il secondo pestaggio e il trascinamento in auto della ragazza che aveva, a detta del sorvegliante, la bocca chiusa con il nastro adesivo.

L’autopsia è stata eseguita dal professor Angelo Paolo Dei Tos davanti al medico legale Guido Viel, perito incaricato dalla procura nell’indagine per omicidio. Vi hanno assistito anche i consulenti delle parti: per la difesa di Turetta la dottoressa Monica Cucci e per la famiglia Cecchettin il medico legale Stefano D’Errico e l’entomologo forense Stefano Vanin – l’esperto del caso di Yara Gambirasio e di quello di Elisa Claps – che contribuirà a fissare la successione dei fatti esaminando la presenza di larve di mosche e altri insetti sulle ferite di Giulia. Commosso il commento della dottoressa Anna Aprile, dirigente dell’unità operativa di medicina legale: "Giulia era una giovane donna, frequentava la nostra Università, la sentiamo come una perdita non solo della famiglia, ma di tutta la comunità. Lei è entrata nel cuore di tutti". L’esame sul corpo della ragazza è durato fino a tarda sera, ma sarebbero necessari ulteriori accertamenti per rispondere a tutte le domande che sono state poste dalla procura e collegare gli esiti alle evidenze investigative: ad esempio quale dei due coltelli di Turetta è stato usato (quello con la lama da 12 centimetri che era in auto o quello da 21 col manico spezzato trovato sul luogo del primo agguato in via Aldo Moro a Vigonovo oppure entrambi) per infliggere le ferite. E così i periti potrebbero ritrovarsi anche stamani.