Lunedì 17 Giugno 2024
ALESSANDRO FARRUGGIA
Cronaca

L’appello del Papa "Fermate i trafficanti" Il piano del governo su controlli e flussi

Il Consiglio dei ministri si riunirà in Calabria alla fine della settimana. Si lavora a un provvedimento che coinvolga più ministeri . I punti: guerra agli scafisti e un numero più elevato di ingressi regolari

Migration

di Alessandro Farruggia

Il Papa chiede che si fermino gli scafisti e si evitino altri naufragi come quello di Cutro. "Esprimo il mio dolore – ha detto Francesco all’Angelus – per la tragedia avvenuta nelle acque di Cutro e rinnovo a tutti il mio appello affinché non si ripetano simili tragedie. I trafficanti di esseri umani siano fermati, non continuino a disporre della vita di tanti innocenti. I viaggi della speranza non si trasformino mai più in viaggi della morte. Le limpide acque del Mediterraneo non siano più insanguinate da tali drammatici incidenti. Che il Signore ci dia la forza di capire". Sembra un invito all’accoglienza, a creare corridoi umanitari e a incrementare la possibilità di ingressi legali e regolamentati, a contrastare i trafficanti. Non a bloccare le partenze. "Impedire le partenze da chi scappa da conflitti è fame è una posizione che un tasso di ingenuità politica e sociale grave" chiosa monsignor Gian Carlo Perego, vescovo di Ferrara e presidente della commissione episcopale Migrantes della Cei.

Ma la premier Giorgia Meloni cogli l’invito del Papa al balzo, lo interpreta in maniera letterale e annuncia: "Le parole del Santo Padre rappresentano un grande richiamo per tutte le istituzioni. Come Governo le facciano nostre, continuando ad impiegare tutte le forze necessarie per combatte i trafficanti di esseri umani e fermare le morti in mare". "I trafficanti di esseri umani siano fermati".

"Condivido le parole del Santo Padre e lavoro, non da oggi, per metterle in pratica e salvare vite" chiosa soddisfatto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Le opposizioni, come è da attendersi, attaccano l’esecutivo. Il Pd, con Giuseppe Provenzano, torna a chiedere le dimissioni del ministro dell’interno Pianteosi "per responsabilità politiche", mentre altri e la prendono "per l’uso fatto dalla maggioranza delle parole del Papa". "Fra le parole di Francesco e i comportamenti dei ministri del governo Meloni ci sta un oceano – afferma il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni – capisco che Meloni è in imbarazzo, ma quando si nascondono le proprie azioni disumane dietro alle parole del Papa si fa un’operazione vergognosa".

Certo è che il governo vuole intervenire sul tema migrazioni. Domani e dopodomani il ministro dell’Interno Piantedosi riferirà alla Camera e poi al senato sulla tragedia di Cutro e entro venerdì – come annunciato dalla premier - nella città piccola calabrese sullo Jonio si svolgerà un Consiglio dei Ministri che dovrà dare il segno di una svolta.

Palazzo Chigi lavora all’ipotesi di un provvedimento – forse articolato in provvedimenti distinti – che coinvolga più ministeri, in particolare Interni, Giustizia, Lavoro, Esteri. Allo studio c’è una rideterminazione dei flussi regolari di migranti (che il Dpcm sui flussi di dicembre fissa a 82.705 stranieri per il 2023) che potrebbe essere innalzato a 100-120 mila unità, forse anche 150 mila, ma con un meccanismo ‘premiale’ che dia nuovi ingressi ai paesi che fanno di più nel contrasto all’immigrazione clandestina, che aumentino sotto la sorveglianza di Frontex la sorveglianza dei loro confini e che firmino e attuino accordi di riammissione dei clandestini.

Parimenti si stanno studiando con i tecnici del ministero della Giustizia e dell’Interno le norme che intendono concretizzare un giro di vite contro le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico: pene più alte e forse creazione di task force di polizia miste tra Italia e i paesi di transito, per indagare sulle varie fasi della tratta e reprimerla efficacemente. Possibili anche interventi a livello di regolamento ministeriale sulle procedure di soccorso. Ancora non ci sono testi, solo molte idee che dovranno essere analizzate e valutate prima di tradurle in articolati da portare al Consiglio dei ministri a Cutro. Ma qualcosa sarà fatto per allontanare l’eventualità che possano ripetersi stragi come quella andata in scena sul mar Ionio.