Venerdì 17 Maggio 2024
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Cronaca

Il lavoro che uccide La strage degli over 60 Quattro operai morti nell’ultimo mese

Il bilancio Inail segna 112 perdite in tutto da gennaio a ottobre 2022. Filca-Cisl: nella riforma delle pensioni servono misure ad hoc per gli edili

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di Claudia Marin

ROMA

L’ultima morte bianca è quella di Maurizio Rocchi, rimasto travolto ieri da un cumulo di ghiaia in una cava a Bedizzole (Brescia). Un collega stava effettuando uno scarico nel cassone del camion dove in quel momento si trovava Rocchi. Non l’ha visto, è morto sul colpo. Solo tre giorni fa Angelo Salamone, operaio di 61 anni, è rimasto ucciso ai Cantieri navali di Palermo, colpito da un basamento che si è ribaltato; ma il drammatico conteggio di chi muore "di lavoro" sale di giorno in giorno. Non più tardi di una settimana prima, sempre a Palermo, anche il 67enne Michele Pisciotta è rimasto vittima di un infortunio che gli è costato la vita. "È caduto da un’impalcatura – ha detto al riguardo la Fillea Cgil –. Ma il tema è: perché a 67 anni si continua a lavorare rischiando incidenti mortali?". Basta guardare indietro di un paio di settimane ancora, per contare l’ennesima perdita: un operaio di 74 anni, a Marsala, rimasto schiacciato dal mezzo meccanico che stava guidando. Una lunga scia di sangue che vede i cantieri edili come i principali luoghi di rischio per migliaia di lavoratori, soprattutto per quelli dai sessant’anni in su, i più esposti ai pericoli di questi contesti produttivi.

Tra gennaio e ottobre 2022 sono stati oltre 29 mila i casi di infortuni denunciati nel settore delle costruzioni, con 112 morti: oltre 5 mila infortuni in più del 2021, 14 morti in più dell’anno precedente. Un bilancio ufficiale di fonte Inail che, però, non tiene conto dei casi non denunciati, pari almeno a quelli ufficiali. "L’edilizia continua ad essere uno dei settori più a rischio per i lavoratori, con una vittima nei cantieri ogni due giorni – denuncia Enzo Pelle, segretario generale Filca-Cisl –. Spesso dimentichiamo che nei cantieri ci sono molti operai over 60, un’età che non si addice per niente a stare sui tetti o sui ponteggi. Per questo chiediamo che la riforma delle pensioni preveda misure ad hoc per gli edili, per consentire loro di accedere alla pensione in anticipo e senza rimetterci".

A spiegare come e perché i lavoratori dell’edilizia, soprattutto quelli più anziani, sono più soggetti a rischi è Marco Turbati, "medico competente", come si definiscono tecnicamente i medici che seguono la sicurezza sul lavoro: "L’attività si svolge all’aperto con una serie di rischi fisici oltre che chimici, per i materiali che vengono usati, rischi cancerogeni per l’uso di silice e amianto, rischi ergonomici per la movimentazione manuale dei carichi, rischi di infortuni legati al lavoro in altezza. Le tipologie di infortuni più frequenti nel settore sono le cadute dei lavoratori dall’alto (modalità che da solo raggruppa oltre la metà degli Infortuni, ben 54%), le cadute dall’alto di oggetti e carichi sui lavoratori (12%), la perdita di controllo durante la guida dei mezzi (7%)".

La situazione "certamente viene acuita con la presenza di moltissimi lavoratori che operano in età più avanzata". Come accusa Zoello Forni, Presidente nazionale dell’Anmil: "Ancora una volta sono i lavoratori più avanti negli anni a perdere la vita nei cantieri, senza che si faccia nessuna concreta azione per evitarlo. Proprio quando si pensa di essere più esperti il rischio aumenta e dunque occorre intervenire con una formazione adeguata e non solo tecnica, rafforzando inoltre le tutele oggi previste per il lavoro usurante".