Il ’decreto Ferragni’. Contro la falsa beneficenza multe e stop alle vendite

Stretta sulla trasparenza, l’influencer commenta: "Colmato vuoto legislativo". Per i vip sui social sarà obbligatorio indicare i destinatari delle donazioni.

Il ’decreto Ferragni’. Contro la falsa beneficenza multe e stop alle vendite

Il ’decreto Ferragni’. Contro la falsa beneficenza multe e stop alle vendite

Non poteva che essere ribattezzato ’decreto Ferragni’ il provvedimento, varato ieri nelle 5 ore di riunione di Consiglio dei ministri e scaturito in seguito ai casi legati agli illeciti dell’imprenditrice digitale accusata di aver truffato i suoi utenti/clienti nella vendita di prodotti legati a diverse campagne di beneficenza. D’ora in poi sarà obbligatorio indicare sui prodotti, in modo chiaro e trasparente, le finalità dei proventi e il destinatario della beneficenza, l’importo o la quota destinati a quel fine. "Anche tramite adesivi" ha spiegato il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso: "Il fine è evitare una comunicazione ingannevole". In caso di violazioni, l’Antitrust potrà sanzionare i soggetti colpevoli con multe da 5mila a 50mila euro (commisurate al prezzo di listino di ciascun prodotto e al numero delle unità poste in vendita), con la possibilità di sospensione dell’attività per un anno in caso di violazioni reiterate.

Si prevede l’obbligo, prima della messa in commercio dei prodotti, di indicare all’Autorità le informazioni di legge, nonché il termine entro cui sarà versato l’importo destinato alla beneficenza. Entro tre mesi da quella scadenza il produttore dovrà comunicare all’Autorità il versamento. "Nei casi di minore gravità la sanzione è diminuita fino a due terzi. In caso di reiterazione della violazione è disposta la sospensione dell’attività per un periodo da un mese a un anno", ha spiegato ancora Urso. Gli influencer che violeranno le norme sulla trasparenza nelle vendite di prodotti a fini di beneficenza dovranno pubblicare sul proprio sito il provvedimento sanzionatorio ricevuto. "Il ricavato delle sanzioni, nella misura del 50%, sarà destinato ad altre iniziative benefiche", ha proseguito il ministro. I provvedimenti sanzionatori non saranno pubblicati solamente su un’apposita sezione del sito istituzionale del Garante per la concorrenza, ma anche su quelli del produttore,che dovranno anche pagare le spese per la pubblicazione "su uno o più quotidiani, nonché mediante ogni altro mezzo ritenuto opportuno", si legge nel provvedimento. Una disposizione transitoria, contenuta nell’articolo 5 del provvedimento, chiarisce poi che le nuove norme non si applicano alle promozioni, alle vendite e alle forniture di prodotti in corso alla data di entrata in vigore della legge.

"Sono lieta che il governo abbia voluto velocemente riempire un vuoto legislativo – ha commentato la Ferragni –. Quanto mi è accaduto mi ha fatto comprendere come sia fondamentale disciplinare con regole chiare le attività di beneficenza abbinate alle iniziative commerciali". "Questo dl consente di colmare una lacuna che da una parte impedisce di cadere in errore – ha proseguito –, ma dall’altra evita il rischio che chiunque voglia fare beneficenza in piena trasparenza desista per la paura essere accusato di commettere un’attività illecita". Il Codacons: "Le dichiarazioni di Chiara Ferragni sono aberranti e dimostrano come l’influencer non abbia minimamente compreso la gravità delle sue azioni".