di Federica Orlandi e Nicola Bianchi Aggiornamento Strazio e commozione alla camera ardente: Chiara è vestita in abito medievale "Questa depressa... L’ho fatto, l’ho fatto. Me l’ha detto lui. Lei mi urtava i nervi. L’ho presa a calci in testa, mi sa che mi sono rotto un piede. Ho le foto". Tre messaggi vocali, di una manciata di secondi l’uno. Inviati pochi istanti dopo l’omicidio, quando il sedicenne ora nel carcere minorile di Bologna per omicidio premeditato è ancora nel Parco dell’Abbazia di Monteveglio. Ansima per l’adrenalina, forse sta scendendo dalla collinetta su cui ha appena ucciso Chiara Gualzetti, 15 anni, a coltellate e calci. È una caldissima domenica mattina, il corpo sarà ritrovato dai carabinieri della Compagnia di Borgo Panigale guidati dal comandante...

di Federica Orlandi

e Nicola Bianchi

Aggiornamento Strazio e commozione alla camera ardente: Chiara è vestita in abito medievale

"Questa depressa... L’ho fatto, l’ho fatto. Me l’ha detto lui. Lei mi urtava i nervi. L’ho presa a calci in testa, mi sa che mi sono rotto un piede. Ho le foto". Tre messaggi vocali, di una manciata di secondi l’uno. Inviati pochi istanti dopo l’omicidio, quando il sedicenne ora nel carcere minorile di Bologna per omicidio premeditato è ancora nel Parco dell’Abbazia di Monteveglio. Ansima per l’adrenalina, forse sta scendendo dalla collinetta su cui ha appena ucciso Chiara Gualzetti, 15 anni, a coltellate e calci. È una caldissima domenica mattina, il corpo sarà ritrovato dai carabinieri della Compagnia di Borgo Panigale guidati dal comandante Riccardo Angeletti e dai volontari poco più di 24 ore dopo. "Lei non moriva – racconterà il sedicenne agli inquirenti –, mi ha stupito come può resistere il corpo umano". Almeno tre coltellate, una delle quali alla gola, poi i calci e pugni per spegnere quel corpo inerme dell’amica "ingannata e attirata in trappola" con la scusa di farle una sorpresa. Quella che "mi rompeva le p..., voleva uccidersi ma non aveva il coraggio" e che gli stava "appiccicata". Una follia lucidissima, premeditata, secondo il gip Luigi Martello del tribunale dei minori che ha convalidato il fermo, lasciando il sedicenne in carcere. Perché il reato può essere reiterato e può farsi del male.

Un piano messo in atto già con un messaggio inviato il giorno prima alla ragazza, "ci vediamo domani, passo alle 9.30". E puntuale il giovane si era presentato davanti al civico 14 di via dell’Abbazia. "L’ho visto dall’altra parte della strada – racconta in lacrime Giusi Fortunato, la mamma della vittima –, mi ha salutato. Chiara è tornata verso di me per dirmi: ’mi deve fare una sorpresa, torno tra 10 minuti’. Era felice. Invece lui l’ha ingannata, ha distrutto la nostra famiglia e ora va fermato perché nessun’altra mamma deve provare il dolore che provo io".

C’è chi riprende quegli ultimi momenti, le quattro telecamere di casa Gualzetti. Chiara va incontro al suo aguzzino e lo abbraccia. È contenta di vederlo, è il ragazzo che le piace. Lui, al momento di quell’abbraccio, ha però già in mente tutto. "Avevo provato l’impulso di ucciderla due giorni prima, ma ho desistito perché c’erano altri. Ho fatto fatica a trattenermi, ma poi ho promesso al Demone di agire sperando mi lasciasse in pace un po’". Il demone è quello che gli parla "da quando avevo 12 anni", invitandolo ad "agire in modo aggressivo verso gli altri, fisicamente e psicologicamente. Insisteva affinché uccidessi qualcuno, mi istigava a prendermi ciò che volevo e a fare ciò che desideravo". Così lui, seguito da uno psicologo, lenti a contatto rosse e addosso le tennis indossate durante il delitto – "le ho lavate prima che le vedesse mia madre", dice mostrando la suola –, lunedì ha parlato davanti al pm dei minorenni e ai carabinieri. "Dovevo uccidere qualcuno per poter stare meglio, era l’unico modo per trovare la pace". Una confessione "piena e completa" definita dal pm Simone Purgato "raccapricciante sia per i numerosi dettagli macabri e cruenti, sia per l’apparente freddezza, sia infine per il movente che può apparire sotto certi aspetti incredibile e sotto altri estremamente inquietante". Perché il sedicenne aveva previsto tutto, "guidato", a suo dire, dal "demone".

La dinamica del gesto è da brividi: con la scusa di "un regalo" lui la fa girare, ma in quel momento, forse per il caldo, lei si sente male e si china per vomitare. A quel punto lui la accoltella, la colpisce al collo e al petto. Poi la finisce a calci. "Sarà durato 20 minuti. Mi sono fatto male all’alluce". Lunedì, racconta la nonna del ragazzo, "l’ho visto a letto, dopo pranzo. Gli ho detto che le chat cancellate la Postale le avrebbe trovate anche dopo 15 anni". La risposta fredda e spaccona: "Buon per loro".