Gli Obama alla Casa Bianca Effetto nostalgia

Viviana

Ponchia

A mostrare i graffi del tempo non sono solo i capelli grigi dell’uomo che ha legalizzato il matrimonio omosessuale, ha raddoppiato il numero dei giudici donna nella Corte Suprema, ha abbassato del 12% le emissioni di gas serra negli Stati Uniti e alla fine è risultato fra i migliori quanto a persuasione pubblica e autorità morale. In pochi anni da quelle parti è successo di tutto, compreso un tentativo di insurrezione al Campidoglio dei sostenitori di Donald Trump contro le presidenziali del 2020 vinte da Joe Biden.

Fantascienza per una nazione che ama il genere. Ma Barack e Michelle Obama sono tornati a casa. E sebbene l’edificio al 1600 di Pennsylvania Avenue, dove con le loro bambine hanno cercato di essere una famiglia normale, resti inchiodato alla sua austerità, la storia non è più la stessa. Di quella freschezza, dell’immenso senso di aspettativa portata dal primo presidente americano di colore nel 2008, rimangono due ritratti destinati a prendere polvere come quelli degli altri ex sparsi nei corridoi della White House. Lei seduta sul divano in uno spumeggiante vestito acquamarina, lui in piedi in abito nero e cravatta. Si fa così, è tradizione (dei Ford, dei Carter, non di Trump o del Covid).

Però questa volta è la signora Obama a sottolineare la stranezza in retrospettiva: "Una ragazza come me non sarebbe mai dovuta essere lassù accanto a Jacqueline Kennedy e Dolley Madison. Non avrebbe mai dovuto vivere in questa casa. E sicuramente non avrebbe dovuto servire come first lady". È stata amata. La amano ancora. Chi rimpiange suo marito non si rassegna a un Biden in caduta libera in tutti i sondaggi. E a quello che sarà. Barack Obama deve per forza ridimensionare: "I presidenti assumono spesso uno status mitico. Soprattutto dopo che se ne sono andati e la gente dimentica tutte le cose che non gli sono piaciute".

Ritrovarli di nuovo là dentro comunque fa effetto. Quasi quanto vedere, allora, la first lady inginocchiata nell’orto a curare le zucchine biologiche. Scivolano via i convenevoli: "Biden è la fortuna dell’America" (Obama), "Obama è la persona più integra che io conosca. Niente avrebbe potuto prepararmi meglio alla presidenza che stare al suo fianco" (Biden). Bisogna fare fronte comune in vista delle elezioni di midterm e ci mancherebbe. Ma che distanza. Uno ancora oggi potrebbe dire che forse la Terra non è rotonda come sembra e prenderebbe l’applauso. L’altro non è mai riuscito a fare dimenticare la bocciatura in terza elementare.