Salvini chiama il gioielliere condannato: “Vicinanza umana”

Mario Roggero uccise due rapinatori che avevano assaltato la sua attività. Il ministro: “Impegno per ok alla riforma della giustizia"

Il gioielliere Mario Roggero (Ansa)
Il gioielliere Mario Roggero (Ansa)

Roma, 5 dicembre 2023 - Matteo Salvini ha voluto esprimere vicinanza umana a Mario Roggero, il gioielliere accusato di aver ucciso i due rapinatori che avevano assaltato la sua attività a Grinzane Cavour il 28 aprile 2021, condannato in primo grado a 17 anni per omicidio volontario. Il leader della Lega, nel corso di una telefonata, gli ha promesso di restare in contatto e di non dimenticare il suo caso, aggiungendo la determinazione affinché venga approvata la riforma della giustizia. 

“Mi hanno dato 17 anni perché i giudici non hanno voluto ascoltare le mie ragioni fino in fondo. Complimenti ai magistrati. È una follia, viva la delinquenza, viva la criminalità”, è stato lo sfogo del gioielliere alla Stampa dopo la sentenza. 

Approfondisci:

Condannato a 17 anni di carcere Mario Roggero, il gioielliere di Cuneo che uccise 2 rapinatori

Condannato a 17 anni di carcere Mario Roggero, il gioielliere di Cuneo che uccise 2 rapinatori

Una condanna pesante quella che i giudici della Corte d'Assise di Asti hanno inflitto al 68enne cuneese di La Morra: dal 1980 titolare di una nota gioielleria nella vicina Grinzane Cavour, Roggero è stato condannato in primo grado a 17 anni di carcere, tre in più di quelli che aveva chiesto il pm Davide Greco al termine della requisitoria per il duplice omicidio, il 28 aprile 2021, dei rapinatori che avevano fatto irruzione nel negozio e per il tentato omicidio di un terzo, ferito. Una condanna contro la quale si è schierato il vicepremier e ministro dei Trasporti: “Dopo una vita d'impegno e di sacrifici, ha difeso la propria vita e il proprio lavoro - ha scritto sui social il leader leghista - in carcere dovrebbero esserci altri, veri delinquenti”. Per l'accusa, ed evidentemente anche per il tribunale stando alla sentenza, quella di Roggero fu però tutt'altro che legittima difesa. “Un giustiziere privato, impulsivo, irascibile”, lo aveva definito il procuratore che poi nella requisitoria aveva ribadito il concetto: “la parola difesa stona con un video in cui abbiamo visto un'esecuzione”. 

Nella prima fase delle indagini il gioielliere aveva sostenuto di avere iniziato a sparare quando si trovava ancora nel retrobottega: versione che è stata smentita dai filmati. Nelle immagini si vedono infatti i rapinatori uscire dal negozio e dirigersi verso un'auto. Pochi attimi dopo il gioielliere esce con la pistola in pugno e spara prima all'autista e poi al bandito che stava salendo dal lato del passeggero. In due riescono a fuggire ma il

gioielliere li insegue e uno di loro viene colpito e cade a terra. Roggero torna poi nella gioielleria con la pistola in pugno. Una rapina subita nel 2015 e conclusa con un pestaggio e la cattura dei responsabili è stata invece utilizzata dalla difesa per indicare il punto che ha segnato uno spartiacque nella vita psichica di Roggero”, come l'ha definito l'avvocato Dario Bolognesi. Per la difesa, inoltre, era invocabile la legittima difesa putativa: Roggero avrebbe sparato perché convinto che i banditi fossero saliti in macchina, trascinando sua moglie con loro. Illogico, ha ribattuto il procuratore: “Chi sparerebbe dove pensava che si trovasse l'ostaggio?”.

E il gioielliere stesso aveva poi aggiunto di fronte ai filmati delle telecamere: “Le ero passato di fianco con la pistola in mano, senza vederla. Ancora adesso sono rimasto stupito quando ho visto i filmati, non ho quel fotogramma in testa”. Fin dall'inizio quello di Roggero è stato un caso mediatico, con l'accusato che non si è mai sottratto a interviste e che ha sempre rivendicato la legittimità della sua azione: “Non provo niente. Mi spiace sia successo, ma o io o loro” aveva dichiarato subito dopo la sparatoria. Nel processo si è discusso anche il suo stato mentale: tre periti su cinque, i due della difesa, ma anche lo psichiatra nominato dalla procura, gli riconoscevano la parziale incapacità di intendere. Non così i due consulenti nominati dal tribunale, alle cui conclusioni si è appellato il pubblico ministero. 

Clicca qui se vuoi iscriverti al canale WhatsApp di Qn