Scoperto falso cieco a Lecco
Scoperto falso cieco a Lecco

Brivio (Lecco), 19 dicembre 2014 – Sconcertati e arrabbiati. Il presidente Andrea Sala, i componenti del consiglio direttivo e i soci della sezione provinciale dell'Uici provinciale di Lecco, l'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, sono basiti per il falso non vedente di Brivio che per oltre tre lustri ha incassato un assegno di invalidità totale pur non avendo alcuna difficoltà visiva, intascando in tutto almeno 60mila euro non dovuti. “Siamo fermamente convinti che i falsi ciechi vadano perseguiti e smascherati e chi ne è deputato faccia le dovute indagini; senza esitazione”, spiega Donatella Falaguerra, consigliera delegata della sezione. Di più, perché in caso di processo i vertici dell'associazione si costituiranno parte civile: “Noi dell'Uici ci costituiremo in giudizio nell'intento di salvaguardare i diritti dei veri disabili visivi”.

I tesserati del gruppo nel contempo esprimono apprezzamento per i finanzieri delle Fiamme gialle che hanno smascherato il “furbetto” del quartiere che se ne andava tranquillamente in giro, compilava le schedine del Superenalotto, effettuava la spesa scorrendo le etichette dei prodotti acquistati, leggeva i necrologi e i manifesti funebri, persino si dilettava a dipingere e la domenica mattina citofonava porta a porta ai campanelli degli abitanti del paese per diffondere il credo dei Testimoni di Geova, la setta di cui è adepto. “Manifestiamo per gli agenti della Guardia di finanza il nostro grande apprezzamento per l'efficace azione svolta sin qui, chiedono altresì ai rappresentanti delle istituzioni di non venire mai meno al loro compito di rimuovere tutti quegli ostacoli e di mettere in atto tutte quelle politiche sociali per consentire alle persone con disabilità visiva di vivere dignitosamente come studenti, lavoratori, soggetti che desiderano accedere all'informazione, alla cultura,al patrimonio artistico ed ad un buon grado di autonomia”.

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Al momento il cielo fasullo ha perso l'assegno mensile e gli è stato sequestrato il conto corrente su cui gli veniva accreditato il vitalizio e su cui ha depositato il bel gruzzoletto di 50mila euro in contanti. Ma gli accertamenti non sono terminati. L'uomo, un padre di famiglia separato e disoccupato di mezza età, vive infatti un un appartamento dell'Aler, Agenzia regionale per l'ediliza residenziale, un alloggio popolare insomma. Adesso si vuole stabilire se ne abbia veramente diritto o se anche in tale frangente abbia raccontato e certificato bugie per scalare le graduatorie e ottenere un alloggio che sarebbe spettato prima di lui ad altri.