Martedì 18 Giugno 2024
RITA BARTOLOMEI
Cronaca

Evan, il bambino ucciso di botte a 18 mesi a Rosolini (Siracusa): confermato l’ergastolo a madre e compagno

Il bambino è morto il 17 agosto 2020 per “grave insufficienza cardio-respiratoria da broncopolmonite da aspirazione”. L’avvocato della mamma: “Lei imputata per non aver impedito le percosse”. E annuncia il ricorso in Cassazione

Evan ucciso di botte a un anno e mezzo: confermato l'ergastolo ai genitori

Evan ucciso di botte a un anno e mezzo: confermato l'ergastolo ai genitori

Rosolini (Siracusa), 11 giugno 2024 – Evan aveva solo 18 mesi, è stato ucciso di botte nella sua casa di Rosolini (Siracusa): ieri la Corte d’appello di Catania ha confermato l’ergastolo per il patrigno Salvatore Blanco, 33 anni – in carcere-, e per la mamma Letizia Spatola, 25enne.

Evan ucciso di botte: confermato l’ergastolo a madre e compagno

Il bimbo non sorride mai, nelle poche foto che circolano in rete. E questo dettaglio, all’apparenza insignificante, colpisce perché fa pensare a cosa siano stati i suoi 18 mesi.

Il 17 agosto del 2020 Evan era morto per “grave insufficienza cardio-respiratoria da broncopolmonite da aspirazione”. In altre parole, traduce l’avvocato Natale Di Stefano, che assiste la mamma del piccolo, “le percosse hanno causato un’ingestione involontaria di cibo che ha provocato la polmonite. Poteva salvarsi, se fosse stato curato con antibiotici”

La posizione della mamma

Il legale distingue: “La mamma è imputata per non aver impedito che altri adottassero queste condotte.  Avevo chiesto la perizia psichiatrica, a entrambi nel corso del 2023 è stato riconosciuto il vizio parziale di mente”. 

Perché è stato confermato l’ergastolo

Il 22 luglio 2022 la corte d’assise di Siracusa aveva comminato l’ergastolo. Spiega il legale:  “In appello è stato riconosciuto che il vizio parziale di mente è sub valente rispetto all’aggravante, perché i fatti sono stati commessi a danno di un discendente”. La donna oggi si trova ai domiciliari. Il legale farà ricorso in Cassazione.

Perché nessuno si è accorto di nulla

Difficile comprendere, in questa storia di morte, perché nessuno si sia accorto di nulla. “Né i servizi sociali, che pure seguivano la famiglia, né i vicini”, ribadisce l’avvocato Di Stefano. Queste, ancora oggi, sono domande che restano senza risposta.