Mercoledì 17 Luglio 2024

Eruzione dell’Etna, scatta lo stato di preallarme. Ma l’aeroporto resta operativo

La protezione civile ha chiesto ai sindaci di impedire l’accesso alle aree sommitali del vulcano. La mappa delle aree più a rischio

Etna in eruzione (foto d'archivio)

Etna in eruzione (foto d'archivio)

Catania, 16 agosto 2023 – L’Etna continua a preoccupare e la situazione sta diventando, di ora in ora, sempre più grave. È scattato il preallarme nelle zone a ridosso del vulcano per il rischio di eruzioni. La soglia si è alzata nelle ultime ore per “l’alta possibilità” di intervento imminente sull'Etna. L’aeroporto di Catania – rimasto bloccato lunedì per la caduta eccezionale di cenere sulle piste e riaperto solo nella mattina di Ferragosto – rimarrà comunque operativo.

I sindaci dei Comuni più a rischio sono stati invitati dalla Regione a interdire l'accesso alle aree sommitali e attivare sia i Centri operativi comunali che le procedure previste dal piano di protezione civile. Il bollettino di allerta per l'aviazione civile è passato da verde a giallo, ma al momento non impatta sull'operatività dell'aeroporto internazionale di Catania, che resta operativo, anche se sulla pagina ufficiale internet dello scalo risulta “impossibile caricare la lista dei voli”.

Un'immagine dell'Etna scattata dall'Osservatorio
Un'immagine dell'Etna scattata dall'Osservatorio

Cosa sta succedendo

L’Osservatorio etneo comunica che l'ampiezza media del tremore vulcanico è caratterizzata da ampie oscillazioni dei valori, attestandosi su livelli alti in serata. Allo stato attuale, l'ampiezza media rientra nell'intervallo dei valori medi. I centroidi delle sorgenti del tremore vulcanico nell'arco della giornata hanno interessato gran parte dell'area sommitale, spaziando tra il cratere Sudest e un'area ad est dei crateri Centrali. Le profondità interessate ricoprono un ampio intervallo crostale, compreso tra 1.700 e 2.900 metri sopra il livello del mare.

Riguardo all'attività infrasonica, dalle 17 circa di ieri si registra una modesta sua ripresa, mostrando parimenti al tremore periodi più o meno intensi. Le sorgenti sono principalmente ubicate in corrispondenza del cratere Bocca Nuova. I segnali delle reti di deformazione non mostrano variazioni significative.

Le zone più a rischio