Venerdì 12 Luglio 2024

Danilo Coppola condannato per bancarotta. I giudici: “Perseverante nel danneggiare i creditori”

Milano, le motivazioni della sentenza per il processo Porta Vittoria Bis. L’ex “furbetto del quartierino”, che farà ricorso, si trova ancora a Dubai. Gli Emirati Arabi non hanno accolto la richiesta di estradizione

Milano – Danilo Coppola era "consapevole del grave dissesto societario" del gruppo Tikal "che presupponeva sin dal 2006 la cessazione di ogni attività", ma avrebbe deciso "di mantenerle in vita al solo fine di recuperarne per sé il valore economico precedentemete investito”, con "perseveranza" a "discapito degli interessi dei creditori".

Danilo Coppola, l'immobiliarista tra i protagonisti della stagione dei cosiddetti  furbetti del quartierino
Danilo Coppola, l'immobiliarista tra i protagonisti della stagione dei cosiddetti furbetti del quartierino

Lo scrivono i giudici della seconda sezione penale di Milano (Mancini-Ballesi-Lentini) nelle motivazioni della sentenza con cui, il 19 marzo, è stata inflitta un'altra condanna per bancarotta a 2 anni e 8 mesi per l'immobiliarista romano - che all'epoca dei "furbetti del quartierino" aveva patteggiato per il caso Antonveneta - nel processo milanese per il caso cosiddetto "Porta Vittoria bis".  Una condanna che ha portato la pena finale, "in continuazione" con quella del precedente filone, a 9 anni e 8 mesi.

Come aveva già spiegato il legale di Coppola, l'avvocato Gaetano De Perna, che presenterà ricorso in appello, con il verdetto dello scorso marzo Coppola è stato prosciolto e assolto da quattro imputazioni: una di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, una di bancarotta fraudolenta documentale e due di "bancarotta fraudolenta patrimoniale", mentre è stato condannato per due episodi di bancarotta fraudolenta patrimoniale e per un'imputazione di bancarotta documentale.

Le richieste

La Procura aveva chiesto una condanna a 6 anni. Tra i casi al centro di questo filone processuale c'era appunto il fallimento del 2015 della holding Tikal srl, "attività sociale" mandata avanti, secondo l'accusa, "nonostante il patrimonio netto fosse già negativo" a fine 2006 "per circa 70 milioni di euro". Di recente gli Emirati Arabi hanno respinto la richiesta di estradizione dell'Italia per Coppola, che si trova a Dubai e che doveva scontare una pena definitiva di oltre 6 anni per la condanna del 2022 per bancarotta per i fallimenti del Gruppo Immobiliare 2004, di Mib Prima spa e di Porta Vittoria spa.

Le motivazioni 

La "necessità di ricorrere alla fusione" tra le società del gruppo Tikal "per raggiungere l'accordo con l'Agenzia delle Entrate" non può escludere, scrivono i giudici, "l'elemento soggettivo delle condotte contestate" a Coppola, "rappresentando l'azione della Agenzia delle Entrate un mero tentativo di recupero dell'ingentissimo debito erariale vantato nei confronti del 'Mondo Coppola'". I giudici hanno disposto che la pena per questo processo si sommi con i 7 anni definitivi (da scontare poco più di 6) della prima tranche e da qui la condanna complessiva a 9 anni e 8 mesi. Coppola è stato anche dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e con interdizione dalla direzione di imprese per 9 anni. Sono stati riconosciuti risarcimenti a carico dell'immobiliarista, da quantificare in sede civile, per le parti civili Prelios (con provvisionale da 3,5 milioni di euro), fallimento Tikal e fallimento Editori per la finanza. Per una presunta evasione fiscale è stata dichiarata la prescrizione, mentre per altre imputazioni, tra cui il crac di Epf Comunicazione, è stato assolto "perché il fatto non sussiste". Altri tre imputati sono stati assolti. 

Coppola, aveva detto in aula il suo legale Gaetano De Perna, "non ha nascosto nulla al Fisco", tutti gli immobili anche "sono stati messi a disposizione per ripagare i debiti". Coppola, intanto, è imputato a Milano anche per tentata estorsione sul caso Prelios.