Dall’inizio del prossimo anno. un dollaro sarà equivalente a ventiquattro pesos
Dall’inizio del prossimo anno. un dollaro sarà equivalente a ventiquattro pesos
di Riccardo Jannello L’unificazione monetaria di Cuba, parte del piano socialista di Raúl Castro, avverrà il 1° gennaio. L’ha comunicato nella consueta Mesa Redonda del giovedì sera in tv il presidente Miguel Diaz-Canel. Non ci saranno più i due peso: il Cup e il Cuc, quest’ultimo creato nel 1994 per un cambio alla pari col dollaro e usato dagli stranieri sull’isola e dal governo per le transazioni internazionali. Il peso convertibile scomparirà, lasciando il solo Cup: 24 di essi varranno un dollaro, ma già si teme che la debole economia dell’Isla...

di Riccardo Jannello

L’unificazione monetaria di Cuba, parte del piano socialista di Raúl Castro, avverrà il 1° gennaio. L’ha comunicato nella consueta Mesa Redonda del giovedì sera in tv il presidente Miguel Diaz-Canel. Non ci saranno più i due peso: il Cup e il Cuc, quest’ultimo creato nel 1994 per un cambio alla pari col dollaro e usato dagli stranieri sull’isola e dal governo per le transazioni internazionali. Il peso convertibile scomparirà, lasciando il solo Cup: 24 di essi varranno un dollaro, ma già si teme che la debole economia dell’Isla Grande porterà ben presto alla svalutazione e a una crescente inflazione che farà soffrire i meno abbienti. Per sei mesi i possessori di Cuc potranno spenderli in qualsiasi negozio, ma riceveranno il resto in Cup.

La moneta che sparisce è spesso di provenienza dubbia e dato che dal primo gennaio ne dovrà essere denunciato il possesso per poterla spendere, molti in questi giorni usano i loro Cuc per fare acquisti considerati "di lusso": auto, motociclette, case. Il mercato per chi ne ha le possibilità è florido, ma per gli altri è molto difficile comprare anche i generi necessari di consumo e il blocco del turismo a causa del virus ha creato ancora maggiori disagi.

Il governo ha aperto le frontiere, ma la libera circolazione negli alberghi c’è solo a Varadero e nei cayos, pieni di canadesi, tedeschi, russi. A L’Avana, invece, sono arrivati solo ricongiungimenti familiari o chi si deve sposare: a loro la quarantena imposta non pesa. E quindi la capitale soffre della mancanza di circolazione di denaro. Soprattutto per chi fa la spesa nei negozi statali, dove ormai c’è ben poca merce. Differentemente alcuni negozi privati sono forniti, ma il costo di prodotti basici come carne o verdure è diventato sempre più alto.

Il governo ha deciso di aumentare il salario minimo portandolo a 2.100 Cup, circa 90 dollari, ma se non si fermerà la crescita dei servizi essenziali – trasporti, elettricità, gas, latte – l’aumento servirà a ben poco e l’inflazione se lo mangerà alla svelta.

Annunciando il processo di unificazione monetaria, Diaz-Canel, 60 anni, primo presidente cubano dopo il dominio dei Castro iniziato con Fidel nel 1958 (ma Raúl è sempre a fianco del successore), ha detto che si tratta di un "passo decisivo del governo comunista" e produrrà "condizioni migliori per attuare le trasformazioni che l’aggiornamento del nostro modello economico e sociale richiede per garantire a tutti i cubani la massima uguaglianza di diritti e opportunità". Ma Diaz-Canel ha già messo le mani avanti: "Non è una soluzione magica". Sa che quella vera è in mano a Biden e all’eliminazione dell’embargo rafforzato da Trump. Ma che questo sia possibile in breve tempo non ci crede nessuno. E l’Isla Grande soffrirà parecchio, sia con una sia con due monete.