Mercoledì 24 Luglio 2024
VIVIANA PONCHIA
Cronaca

Cogne isolata per un altro mese. Il ministro: non ci sono più risorse: "Assicuratevi contro il maltempo"

Distrutta l’unica strada per il paese. Musumeci alle aziende: emergenze quotidiane, lo Stato non ce la fa. Gli operatori: luglio è come Natale, stagione buttata. Santanchè: porteremo i turisti con l’elicottero.

Cogne isolata per un altro mese. Il ministro: non ci sono più risorse: "Assicuratevi contro il maltempo"

Cogne isolata per un altro mese. Il ministro: non ci sono più risorse: "Assicuratevi contro il maltempo"

La strada che porta a Cogne non sarà agibile per un mese, metà stagione turistica è praticamente andata. Un danno paragonabile a quello del Covid: luglio è come se fosse Natale, perderlo significa dimezzare il fatturato annuo. È pessimo l’umore sotto il Gran Paradiso. A portare speranza è il ministro Daniela Santanchè con il progetto Cogne mette le ali: "Porteremo i turisti con l’elicottero. Dovranno naturalmente fermarsi per un periodo congruo, almeno 4 giorni in albergo oppure 15 giorni in seconda casa". Intanto con l’elicottero cercano una via di uscita mentre si contano i danni del nubifragio di sabato notte. Dal suo alpeggio devastato nella Valnontey Bruno Jeantet ipotizza un’autonomia di erba e acqua di appena 15 giorni per le sue 40 mucche. Oltre 15 ettari di terreno cancellati dalle frane. L’azienda agricola e agrituristica Prasupiaz non ha subito danni ma tutto quello che la circonda è stato cancellato, la vallata ha cambiato faccia: "Di qua non passa neppure un coniglio – dice –. Sono bello che finito, ho perso tutto".

LA VIABILITÀ

INTERROTTA

Deborah Bionaz, assessore al Turismo di Cogne, prova a spiegare la situazione: "La strada purtroppo è crollata in più punti e i lavori di ripristino dureranno varie settimane. Stiamo evacuando tutti i turisti, al momento più o meno 500/600 persone. Abbiamo squadre al lavoro sull’acquedotto, che ha subito danni enormi". L’acqua è tornata, ma va bollita. "È ovvio – aggiunge Bionaz – che per noi i danni saranno enormi. Stiamo cercando di capire come organizzarci". Sabato le previsioni davano allerta gialla, quindi moderata. Un temporale come tanti. Invece in sei ore sono caduti 90 millimetri di acqua. Ammette l’assessore che in montagna ormai è impossibile stabilire se quella nuvola farà un po’ d’ombra sull’aperitivo oppure un disastro.

L’AVVERTIMENTO

DEL MINISTRO

Concorda il ministro della Protezione civile Nello Musumeci: "Sono purtroppo eventi ordinari con i quali saremo chiamati a fare i conti, istituzioni e cittadini. Dobbiamo abituarci e convivere con il cambiamento e mettere mano a una concreta campagna di prevenzione". Suggerisce la nuova strada da imboccare: farsi l’assicurazione. "Dobbiamo ricorrere alle polizze per le aziende – è il suo invito – Non possiamo pensare che lo Stato possa intervenire sempre e per tutti. Non ci sono più le risorse necessarie per un’emergenza diventata pressoché quotidiana". Arrangiatevi e pagate? La proposta fa inalberare Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra: "Il punto non è abituarsi ai cambiamenti climatici, occorrono politiche di controllo, un cambio radicale del sistema. Invece vogliamo fare un altro regalo alle compagnie assicurative?".

QUANTO CI COSTANO

I DISASTRI

Nel 2023, a livello mondiale l’industria delle polizze ha pagato quasi 100 miliardi di euro per sinistri legati a catastrofi naturali. In Italia si è registrato il massimo storico dei danni assicurati: oltre 6 miliardi, di cui 5,5 miliardi causati da eventi atmosferici e 800 milioni dalle alluvioni in Emilia-Romagna e in Toscana". Maria Bianca Farina, presidente Ania, lo ammette: "Il cambiamento climatico è una sfida cruciale. Assistiamo a catastrofi sempre più estreme, frequenti e distruttive".

LE DUE LOCALITÀ

TURISTICHE

Per Cogne, che pure non ha avuto vittime o danni alle abitazioni, si tratta di una sciagura nella sciagura. Stagione persa. Il ministro non dà false speranze: "Temo che la strada non sarà percorribile per un mese, ma conosco bene il popolo valdostano, so quanto sia efficiente". A Cervinia invece si arriva, ma lo spettacolo è terrificante: il paese è glassato nel fango, che il sole ha fatto diventare duro come cemento. Il sindaco di Valtournenche Massimo Chatrian spiega che la situazione è critica. ma per fortuna con l’abbassamento delle temperature il flusso del torrente Marmore sta rallentando. Va liberato da migliaia di metri cubi di materiale, poi toccherà pensare ai danni da milioni di euro nei condomini, negli scantinati, nei negozi. Chi vuole fare un salto lassù e si porta la pala è il benvenuto. Il ministro Musumeci precisa che lo Stato non rimane a guardare, peccato non si sia ancora chiarito come, visto che la Regione non ha fatto pervenire la richiesta di stato di calamità.