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27 lug 2022

Ci servono le calcolatrici, non le cicale

27 lug 2022
paolo
Cronaca

Paolo

Giacomin

Non c’è campagna elettorale senza promesse, non c’è legge di Bilancio senza assalto alla diligenza. Stiamo gustando le prime, tempo qualche mese assisteremo al secondo. Ingenuo aspettarsi sobrietà e serietà, un dovere pretenderle. Almeno da quanti oggi si vogliono intestare l’Agenda Draghi, scaricandone i difetti sugli avversari. Ovvero, tutti i partiti tranne uno. Il punto è crudo: l’Italia ha un debito pubblico di oltre 2.700 miliardi di euro. L’era Draghi alla Bce è finita qualche giorno fa con un rialzo dei tassi che non si vedeva da 16 anni, spinto dalle fiamme dell’inflazione. Comprare denaro, per esempio, sarà più caro. Il varo di uno scudo anti spread (Tpi) che non sarà un bancomat e che, seppur in misura diversa dal passato, tornerà a fare dei Paesi ad alto debito degli osservati speciali. Il miglioramento dei conti pubblici comunicato ieri va a maggior gloria del temporary premier, ma non cambia il quadro. Un quadro che non consente scioccamente di credere che sia possibile mantenere tutte le promesse. Specie quelle costose, dalla riduzione delle tasse per tutti, a una riforma più che generosa della previdenza. Non perché non possano essere misure giuste, più semplicemente perché non possiamo, oggi come ieri, permetterci una vita da cicale. La progressiva fine delle emergenze che hanno consentito ‘maniche larghe’ sull’utilizzo del denaro pubblico, darà probabilmente vita a un ritorno di severità. C’è poco da cicaleggiare, meglio usare la calcolatrice. Anche perché spazi di mediazione saranno sempre più stretti, sia per il mutamento delle condizioni economiche, sia perché ci siamo giocati il premier più credibile che potessimo avere. Per la capacità di far tornare i numeri. E per la visione: incardinare lo sviluppo del Paese agli investimenti del Pnrr, la transizione ecologica, la trasformazione digitale e la sostenibilità dei conti pubblici significa, prima di tutto, avere un’idea di dove deve andare questo Paese, non solo cucire un patchwork di provvedimenti. Percorso scandito da serietà e sobrietà. Partiti non risparmiatecele, qui si parrà la vostra nobiliitate. Quanto alla credibilità, quella del premier è stato lo scudo più efficace per l’Italia. Ne servirebbe uno per proteggerci da noi stessi.

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