Lunedì 20 Maggio 2024

Cinque operai morti intossicati nelle fogne, strage sul lavoro a Casteldaccia (Palermo). I nomi delle vittime

Colti da malore, uno dietro l’altro, in una vasca di depurazione. Lavoravano per una ditta appaltatrice di Amap. Un sesto collega è in gravissime condizioni. Il comandante dei vigili del fuoco: “Uccisi da idrogeno solforato, non sono state prese precauzioni”

Palermo, 6 maggio 2024 – Morti intossicati. Sono cinque gli operai che hanno perso la vita mentre lavoravano alla rete fognaria pubblica a Casteldaccia, in provincia di Palermo, vicino all’azienda vinicola Corvo (Duca di Salaparuta), estranea all’accaduto. Un altro collega sarebbe in gravissime condizioni: intubato è stato trasportato con l’elisoccorso al Policlinico di Palermo ed è ricoverato in rianimazione. Altri tre sono salvi. 

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Da quanto emerso, il gruppo stava effettuando una riparazione a una pompa di sollevamento delle acque reflue per conto di Amap, la società partecipata del Comune di Palermo, che gestisce il servizio idrico integrato nella città metropolitana. Ma c’è di mezzo una ditta subappaltatrice: quattro degli operai deceduti sono infatti dipendenti della Quadrifoglio group srl di Partinico. Si sono calati l’uno dietro l’altro nel tombino. Non sono riemersi vivi.

Chi sono le vittime 

Le vittime sono Giuseppe Miraglia, Roberto Raneri, di 50 anni, Ignazio Giordano, di 59 anni e Giuseppe La Barbera. Tre di loro sono operai della Quadrifoglio di Partinico, l’altro è un lavoratore interinale dell'Amap. 

La quinta vittima è Epifanio Assazia, 71 anni, contitolare della ditta Quadrifoglio. 

Momenti strazianti, in via Nazionale, la strada dove è accaduto l’incidente. Una donna in lacrime sorretta da una parente accascia davanti a un’auto parcheggiata, una Alfa Romeo Stelvio, scoppiando in un pianto a dirotto. “Quella è la macchina di mio padre... è la sua”.

Ignazio Giordano, una delle cinque vittime della strage sul lavoro di Casteldaccia (Ansa/Facebook)
Ignazio Giordano, una delle cinque vittime della strage sul lavoro di Casteldaccia (Ansa/Facebook)

Cosa è successo

Secondo una prima ricostruzione gli operai sarebbero stati colti da malore in una vasca di depurazione delle acque reflue, nell’impianto di sollevamento. A dare l’allarme è stato uno degli operai sopravvissuti. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze del 118 e le squadre dei vigili del fuoco. Tre operai sono stati estratti subito. Non è servito a salvare loro la vita.

Dopo che il primo operaio è rimasto nel sottosuolo senza venir fuori, gli altri si sono calati per capire cosa stesse succedendo. Un componente della squadra, non vedendo uscire i colleghi, ha chiamato i soccorsi. "Ognuno pensava di salvare l'altro e invece tutti sono caduti – racconta il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto – . Una tragedia immane”. L’assessore al Lavoro della Sicilia, Nuccia Albano, ha pochi dubbi. “Ho visto i volti dei poveri operai, avevano un colore che da ex medico legale mi fa pensare a una intossicazione”. Il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo sgombra il campo: a uccidere gli operai è stato l’idrogeno solforato.

La vasca era satura di questo gas tossico, presente in concentrazione superiori a 10 volte il limite. Ma “se fossero state prese tutte le precauzioni del caso tutto questo non sarebbe successo”, afferma il comandante VVF di Palermo Girolamo Bentivoglio Fiandra, il quale esclude anche che ci sia stato un crollo, ipotesi circolata in un primo momento. Secondo Bentivoglio, gli operai sono stati trovati senza maschere di protezione, anche se è possibile, che queste siano cadute nelle acque reflue.

A dare tutte le risposte del caso sarà l’inchiesta aperta dalla procura di Termini Imerese, coordinata dal magistrato Ambrogio Cartosio. Intanto gli agenti della mobile stanno perquisendo la sede della Quadrifoglio srl. Interrogati il direttore dei lavori e il responsabile della sicurezza, indicati dall'Amap. 

I vigili del fuoco sul posto, a Casteldaccia (Ansa)
I vigili del fuoco sul posto, a Casteldaccia (Ansa)

L’Amap e la ditta appaltatrice

La municipalizzata Amap, a corto di personale, da anni ha ormai esternalizzato alcuni servizi e utilizza o operai di ditte private o lavoratori interinali in attesa di terminare le procedure di concorso per nuove assunzioni pendenti dal 2022. A Casteldaccia stavano dunque lavorando gli operai del Quadrifoglio: solo uno dei sette è (o era) un dipendente Amap. Ventiquattro dipendenti, per un milione circa di fatturato annuo, la Quadrifoglio Group Srl, è una ditta specializzata nella gestione dei rifiuti ma anche nella manutenzione di acquedotti, gasdotti ed oleodotti. Il titolare, Antonino Di Salvo, 67 anni, è un imprenditore di lunga data, con una consolidata esperienza di appalti nella pubblica amministrazione. Chi lo conosce lo definisce “un gran lavoratore, una persona scrupolosa e molto attenta anche con i suoi operai”. 

Le istituzioni e la politica

Il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha espresso “dolore profondo” per la tragedia, comunicando “il più sincero cordoglio alle famiglie”. "Non si può parlare più di incidenti sul lavoro ma di una inaccettabile strage che impone un impegno per assicurare maggiori condizioni di sicurezza ai lavoratori”, è il commento del deputato forzista Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera, siciliano.

Solamente nei primi cinque mesi del 2024, "si sono già verificate ben 5 stragi sul lavoro – ricorda Susanna Camusso, senatrice Pd ed ex segretaria Cgil – un record straziante, senza precedenti nella storia del nostro Paese. È stato abbondantemente superato ogni limite; con massima urgenza bisogna passare ad azioni concrete e misure forti”.  "Non possiamo trovarci ogni volta davanti a una morte sul lavoro a ribadire che la sicurezza è una priorità tra le altre – dice la leader dem Elly Schlein –  è la priorità". “Perché i lavoratori in subappalto non hanno gli stessi diritti degli altri lavoratori, non solo in termini di stipendi ma anche di norme sulla sicurezza?" si chiede Angelo Bonelli di Avs. Per la premier Giorgia Meloni la notizia di Casteldaccia “è sconvolgente. Alle famiglie delle vittime “il mio profondo cordoglio, unitamente al sentimento di vicinanza verso il lavoratore che si trova attualmente nel reparto di Rianimazione all'ospedale Policlinico di Palermo. Sia fatta piena luce su questa tragedia". Da New York arriva la voce di Sergio Mattarella: “L'ennesima inaccettabile strage sul lavoro a pochi giorni dal 1 maggio – sono le parole del presidente della Repubblica –  deve riproporre con forza la necessità di un impegno comune che deve riguardare le forze sociali, gli imprenditori e le istituzioni preposte”

Domani lo sciopero dei sindacati

"La tragedia di Casteldaccia risponde a uno schema che si è ripetuto troppo spesso in questi mesi. Sarà la magistratura a fare luce sulle cause, ma dovrà essere anche chiarito se le norme sulla sicurezza sono state rispettate e le conseguenti responsabilità delle ditte e del committente". Così in una nota congiunta i segretari di Cgil, Cisl e Uil siciliane Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Luisella Lionti.

I sindacati hanno indetto per domani uno sciopero generale di 4 ore e di 8 ore per gli edili nella provincia di Palermo, con appuntamento alle 9 per un presidio davanti alla prefettura.

"Un modello di impresa fondato su appalti, subappalti e precarietà è un modello che uccide – ribadisce il segretario Cgil Maurizio Landini – Un sistema basato sui tagli dei costi e dei tempi di lavoro non rispetta i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, e va immediatamente cambiato. La strage è quotidiana e infinita: dobbiamo fermarla”. E chiede “una vera trattativa alla presidenza del Consiglio per cambiare il sistema”.