Martedì 23 Luglio 2024
VIVIANA PONCHIA
Cronaca

Blitz contro i femminicidi. Vernice rosso sangue su Trinità dei Monti : "Basta donne uccise"

Colorata la scalinata, sei attiviste identificate. Nessun danno al monumento. Volantini, striscioni e i nomi scanditi delle vittime della violenza di genere. "Ci sono stati almeno altri quaranta delitti dopo quello di Giulia Cecchettin".

Blitz contro i femminicidi. Vernice rosso sangue  su Trinità dei Monti : "Basta donne uccise"

Blitz contro i femminicidi. Vernice rosso sangue su Trinità dei Monti : "Basta donne uccise"

Undici rampe, dodici gradini in travertino per ciascuna e una colata di vernice rossa. L’iconica scalinata di Trinità dei Monti, che fa da raccordo scenografico fra le pendici del Pincio e piazza di Spagna, ieri ha sorpreso sul serio i turisti e fatto imbestialire il ministro Salvini, che ha accusato dell’imbrattamento "quattro vandali imbecilli mononeuronici come quelli che si stendono sul grande raccordo anulare". Si riferiva ai corsari dell’ambientalismo estremo, l’abbaglio ci sta, ma lo scopo della protesta era un altro.

"Siamo qua per urlare il nostro dolore e rendere visibile il problema. Il governo non agisce davanti ai femminicidi". Il blitz questa volta porta la firma di ’Bruciamo tutto’, il collettivo femminista che denuncia la lunga scia di violenza contro le donne e l’indifferenza.

Attorno alle dieci una ragazza ha lanciato un urlo che ha attirato l’attenzione dei passanti, altre cinque hanno cominciato a versare la colata color sangue. Hanno sparso volantini, mostrato striscioni e fatto tutti i nomi, da Giulia Cecchettin alle altre uccise fino a oggi. In sei sono state identificate e fermate per uno sfregio urbano che hanno messo in atto, parole loro, con "pittura per bambini, dall’alto verso il basso". Una passata d’acqua e via, insomma, anche se la Sovrintendenza è entrata in fibrillazione rimediando con speciali idropulitrici a getti caldi per non danneggiare gli storici gradini.

"Quaranta donne sono state uccise dopo Giulia Cecchettin, ma ce ne sono molte di più che ogni giorno subiscono violenza e abusi a causa del loro genere – ha detto una delle sei attiviste - Questo è il loro sangue: una strage che la società si rifiuta di vedere, che resta sempre nascosta e accettata, come fosse normale morire per mano del proprio marito, partner, figlio". Un’altra ha ricordato le parole della sorella di chi è diventata il simbolo di un martirio contemporaneo: "Elena Cecchettin ha detto: per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia bruciate tutto. Siamo qua per questo: siamo ’Bruciamo Tutto’".

Al tramonto sul travertino restavano aloni rosati e gli esperti assicuravano che danni permanenti non ce ne saranno. In azione sono entrate stavolta le idropulitrici degli operatori Ama tallonati dai restauratori della società Zetema. Le spazzole hanno avuto la meglio anche sulle tracce più tenaci, regalando ai turisti scatti indimenticabili. Rosso come il sangue delle donne uccise. Sulle scale più famose del mondo.