Coppie gay, il Papa: “Benediciamo le persone, non le associazioni Lgbt”

Francesco chiarisce il senso della dichiarazione vaticana ‘Fiducia supplicans’, che sta provocando divisioni, proteste e accuse

Papa Francesco

Papa Francesco

Città del Vaticano, 13 gennaio 2024 – Arriva finalmente una parola chiarificatrice del Papa su ‘Fiducia supplicans’, la Dichiarazione vaticana che apre alle benedizioni delle coppie gay e che sta provocando divisioni, proteste e accuse capaci di ridisegnare gli equilibri anche di un ipotetico, futuro conclave. Il provvedimento riguarda "le persone, non le organizzazioni. Se viene l’associazione Lgbt no, le persone invece sempre", ha detto Francesco nell’annuale incontro a porte chiuse con il clero romano. Un appuntamento in cui i parroci hanno la possibilità di dialogare a tu per tu con il Pontefice. Inevitabile che qualcuno sollevasse l’interrogativo sulla ‘Dichiarazione’ emanata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 18 dicembre e sulla quale lo stesso dicastero ha già dovuto fornire una prima precisazione specificando che le benedizioni eventualmente richieste da coppie “irregolari” devono essere di natura pastorale, non liturgica, azioni della durata di “10-15 secondi”, da non confondere con i riti nuziali. I vescovi africani hanno comunque rigettato il provvedimento in blocco, mentre Francesco è stato oggetto degli strali anche di cardinali che siedono nel Collegio cardinalizio come l’africano Robert Sarah per cui la Dichiarazione è addirittura opera del Diavolo. “Tanti sono sbalorditi ma non hanno letto bene", ha spiegato Bergoglio. "Noi benediciamo le persone, non il peccato". Un esempio: "Quando benediciamo un imprenditore non ci chiediamo se ha rubato". Francesco ha ribadito anche che la Dichiarazione non cambia la dottrina sul sacramento del matrimonio tra un uomo e una donna e ha sottolineato come il destinatario sia la "persona" che non è mai da escludere dalla salvezza divina. Il clima rimane comunque teso. A favore di ‘Fiducia supplicans’ si sono espressi finora solo gli episcopati di Irlanda, Francia, Finlandia, alcuni vescovi tedeschi e l’italiano Matteo Zuppi, presidente della Cei, mentre anche l’Est Europa ha alzato le barricate. Sull’omosessualità, Francesco non si è sottratto alle domande dei parroci romani distinguendo tra la persona e il peccato. Ma le divisioni restano e colpiscono le parole del prefetto dell’ex Sant’Uffizio, il cardinale “Tucho” Fernandez che ha vergato la Dichiarazione: "Ho ricevuto minacce, mi hanno scritto ‘Ti distruggeremo’".