Morto Aron, il cane bruciato dal suo proprietario a Palermo. “Ha lottato fino alla fine”

Il pitbull aveva ustioni sull’80% del corpo e danni agli organi interni. Indagato per maltrattamenti l’uomo che lo ha legato a un palo e poi gli ha dato fuoco

Palermo, morto il cane Aron bruciato dal suo proprietario

Palermo, morto il cane Aron bruciato dal suo proprietario

Roma, 13 gennaio 2024 – Addio Aron. Il cane bruciato dal suo stesso proprietario in una piazza di Palermo alcuni giorni fa, non ce l’ha fatta. È morto in una clinica veterinaria del capoluogo siciliano assistito dalla Lav che lo aveva preso in carico pagando le spese veterinarie pur di riuscire a salvarlo. 

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“Aron non c’è più”, si legge in un post dell'associazione. Ha lottato “tra la vita e la morte fino all’ultimo”. Dal momento in cui, il proprietario ha deciso di legarlo con una catena ad un palo in via delle Croci a Palermo per poi appiccare il fuoco. Ricoverato grazie all’intervento di un passante, il pitbull aveva riportato ustioni su oltre l’80% del corpo e gravi danni agli organi interni. Ciò nonostante “ha lottato fino alla fine – si legge in un post dell’associazione che l’ha preso in carico –, ma il suo corpo non ha retto”.

Intanto la procura del capoluogo siciliano ha iscritto il proprietario nel registro degli indagati con l’accusa di maltrattamento animali. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha fatto sapere che il Comune è "pronto a costituirsi parte civile in questa drammatica vicenda". Anche la Leidaa (Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente), con la sua sezione di Palermo, si costituirà parte civile nel procedimento contro l'uomo.

Questa sera un migliaio di persone si sono trovate a piazza Croci per chiedere giustiziaper Aron.

Cane impiccato nel Siracusano

Il triste caso di Aron non è il solo, purtroppo, avvenuto in questi giorni in Sicilia. Oggi un altro cane è stato trovato morto, con una corda stretta al collo, a Rosolini (Siracusa). Si presume che l’animale sia morto per strangolamento. A darne notizia è stato il Pai (partito animalista italiano), che ha sporto denuncia  in Procura “contro chi si è macchiato di questo crimine”.

L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA) ha offerto “una taglia di 2.000 euro”, che sarà pagata “a chi con la sua denuncia formale scritta rilasciata nelle forme di legge permetterà di individuare e far condannare il responsabile di tale crimine”.