di Viviana Ponchia Venne al mondo a Liverpool il 29 aprile del 1935 e lo chiamarono George, George Jamieson. Rinacque a Casablanca 25 anni dopo e fu per sempre April Ashley, la prima modella transgender di successo, passata dalla copertina di Vogue alle braccia di Peter O’Toole e Omar Sharif con una visione limpida della vita: "Le persone giudicano e i giudizi pesano, ma l’unica cosa...

di Viviana Ponchia

Venne al mondo a Liverpool il 29 aprile del 1935 e lo chiamarono George, George Jamieson. Rinacque a Casablanca 25 anni dopo e fu per sempre April Ashley, la prima modella transgender di successo, passata dalla copertina di Vogue alle braccia di Peter O’Toole e Omar Sharif con una visione limpida della vita: "Le persone giudicano e i giudizi pesano, ma l’unica cosa che conta è rimanere fedeli a se stessi". Una top ma anche ballerina, poi imprenditrice. Una vera regina. Insignita nel 2012 proprio dalla regina Elisabetta della medaglia dell’Ordine dell’impero britannico, la massima onoreficenza del Regno Unito, per il suo impegno a favore dei diritti dei transgender.

Fu una dei primi cittadini inglesi a sottoporsi alla cosiddetta chirurgia di riassegnazione del genere. È morta lunedì a Londra a 86 anni dopo una vita di umiliazioni e successi, omaggiata da tutta la comunità che vedeva in lei un’eroina coraggiosa. Boy George su Twitter la saluta come "sacerdotessa e forza della natura".

George era figlio di padre cattolico e madre protestante. Cinque fratelli, un corpo efebico che non era l’ideale per una carriera nella Marina mercantile, da cui fu congedato in fretta. Dopo il cambio di sesso la carriera prese il volo, i più importati fotografi di moda si contendevano la sua bellezza. "Sapevano tutti della mia operazione – precisava April – sapevano chi ero. A nessuno fregava niente del mio passato, mi volevano e basta". Fino al 1961, quando il Sunday People svelò il suo segreto, seminando stupore e scandalo. Nel 1963 sposò l’aristocratico Arthur Cameron Corbett a Gibilterra e sette anni dopo il matrimonio fu annullato, perché era nata maschio. Aprì un ristorante, ebbe un infarto. Poi emigrò in California e in Inghilterra fece ritorno nel 2005, quando il Gender Recognition Act la riconobbe legalmente femmina. Elvis Presely la adorava e le mandava bottiglie di champagne. Picasso e Dalì ci hanno provato senza successo.