Lunedì 20 Maggio 2024

Siccità: -53% neve sulle Alpi, Po ai minimi. Incubo estate. Appello di Legambiente

L'associazione ambientalista e un piano di intervento in 8 punti: ecco le proposte al governo

Roma, 20 febbraio 2023 - Allarme siccità: dal -61% di acqua nel bacino del Po al -53% di neve caduta sulle Alpi, con laghi e fiumi in sofferenza e uno stato di severità  idrica "media"  in tre delle sette autorità di distretto del Fiume Po, dell’Appennino settentrionale e dell’Appennino centrale.

Un'immagine dei laghi di Pilato colpiti dalla siccità (Macerata)
Un'immagine dei laghi di Pilato colpiti dalla siccità (Macerata)

A rilanciare l’allarme siccità è Legambiente che cita i dati di Cima Research Foundation e chiede al governo di delineare "una strategia nazionale" rendendo la questione una priorità nazionale. "Il 2023 è appena iniziato, ma sta mostrando segnali preoccupanti in termini di eventi climatici estremi, livelli di siccità", spiega il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti, "bisogna da subito ridurre i prelievi nei diversi settori e per i diversi usi prima di raggiungere il punto di non ritorno. Serve poi adottare una strategia idrica nazionale che abbia un approccio circolare". 

"Ecco la strategia in 8 punti"

L’associazione ambientalista propone una strategia strutturata in otto punti, con interventi di breve, medio e lungo periodo per favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici e ridurre da subito i prelievi di acqua evitandone anche gli sprechi. Nei prossimi mesi, avverte Legambiente, “la domanda di acqua per uso agricolo si aggiungerà agli attuali usi civili e industriali che sono già in sofferenza e il fabbisogno idrico nazionale sarà insostenibile rispetto alla reale disponibilità".

Gli interventi urgenti 

Il piano propone di favorire la ricarica controllata della falda facendo in modo che le sempre minori e più concentrate precipitazioni permangano più a lungo sul territorio invece di scorrere velocemente a valle fino al mare; prevedere l’obbligo di recupero delle acque piovane con l’installazione di sistemi di risparmio idrico e il recupero della permeabilità e attraverso misure di de-sealing in ambiente urbano; in agricoltura prevedendo laghetti e piccoli bacini; interventi strutturali per rendere efficiente il funzionamento del ciclo idrico integrato e permettere le riduzioni delle perdite di rete e completare gli interventi sulla depurazione; implementare il riuso delle acque reflue depurate in agricoltura attraverso le modifiche normative necessarie; riconvertire il comparto agricolo verso colture meno idroesigenti e metodi irrigui più efficienti; utilizzare i criteri minimi ambientali nel campo dell’edilizia per ridurre gli sprechi; favorire il riutilizzo dell’acqua nei cicli industriali anche per ridurre gli scarichi inquinanti; introdurre misure di incentivazione e defiscalizzazione in tema idrico, come avviene per gli interventi di efficientamento energetico, per tutti gli usi e per tutti i settori coinvolti.