Santiago del Cile, 18 luglio 2018 - La bufera pedofilia nella Chiesa cilena non accenna a placarsi. Dopo le dimissioni in blocco dei 34 vescovi diocesani, cinque quelle finora recepite da papa Francesco, il procuratore della regione di O’Higgins, Emiliano Arias, ha annunciato a ‘Radio T13’ di aver posto sotto indagine l’arcivescovo di Santiago. Il 76enne cardinale Riccardo Ezzati,  originario del Vicentino ma naturalizzato cileno, è accusato di aver nascosto alcune note vicende di abusi sui minori commessi dai preti. Per l’esattezza un paio: da un lato, il caso del dossier conosciuto come ‘La Familia’, relativo a un giro sistematico di attività omosessuali e pedofile orchestrato da un’organizzazione di presbiteri, dall'altro, la storia dell’ex cancelliere dell’arcidiocesi di Santiago, padre Oscar Munoz Toledo, oggi dietro le sbarre dopo essersi autodenunciato per violenze sessuali su minorenni. 

La messa sotto inchiesta del cardinale Ezzati è stata confermata dall'autorevole portale di informazione religiosa ‘il Sismografo’ nelle stesse ore in cui in Cile la stampa ricordava come già in passato l’arcivescovo sia stato accusato di aver coperto atti di pedofilia. L’avvocato di alcune delle vittime di padre Fernando Karadima, ex parroco di El Bosque, Juan Pablo Hermosilla, intentò anni fa un processo per insabbiamento contro Ezzati e l’ex arcivescovo di Santiago, il cardinale Francisco Javier Errazuriz. La prescrizione bloccò ogni accusa ai danni dei due porporati.

Nei due casi citati dal procuratore Arias, a dire dello stesso, si potrebbero riscontrare elementi sufficienti “alla configurazione del crimine di occultamento”. Secondo il magistrato cileno , “qualsiasi organizzazione, sia essa la Chiesa cattolica o un’istituzione privata, non può essere dispensata dal dovere morale e civico di denunciare davanti alla giustizia civile fatti così gravi come sono gli attacchi sessuali contro minorenni”. Arias ha quindi affermato che “una piccola modifica legale sarebbe salutare per rendere obbligatorio anche per i sacerdoti denunciare questo tipo di crimine, così come lo è per altri professionisti, per esempio gli insegnanti”.

In questi anni le vittime di abusi sessuali sui minori, commessi da padre Karadima, hanno più volte accusato Ezzati di aver insabbiato la vicenda. Da più parti nella Chiesa l’arcivescovo è annoverato tra i presuli sospettati di aver mal informato il Papa sulla triste vicenda di monsignor Juan Barros. Il vescovo di Osorno, pupillo di Karadima, è stato in prima battuta difeso a spada tratta da Francesco, nonostante le pesanti, continue e vibranti accuse di aver protetto il religioso-orco, e poi rimosso alla luce delle risultanze di un'indagine condotta in Cile su mandato dello stesso Pontefice.