Domenica 26 Maggio 2024

Mini riforma del 'Testo Unico'. Tutte le modifiche introdotte

Nel dettaglio / Vediamo come cambia il decreto Legislativo n.81 del 2008

Andrea Orlando, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo Draghi

Andrea Orlando, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo Draghi

Grandi novità in materia di sicurezza sul lavoro. Con la conversione in legge n. 215/2021 del Decreto Legislativo 146 del 21 ottobre 2021 sono state introdotte alcune importanti modifiche al Decreto Legislativo n.81/2008 (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro), non solo per i lavoratori, ma anche per datori di lavoro e dirigenti. L’intervento legislativo è stato definito come una mini riforma, il cui scopo è quello di aumentare le forme di prevenzione contro possibili rischi, implementando le attività di formazione e aumentando il potere di vigilanza sia dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) che delle figure interne all’impresa, come il preposto, con la previsione di un inasprimento delle sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei soggetti individuati responsabili dal testo legislativo. Tra le nuove disposizioni presenti in legge di conversione si segnalano: - l’obbligo di individuazione del preposto alla sicurezza (art. 18/19); - individuazione del preposto in caso di appalto (art. 26); - formazione obbligatoria per il datore di lavoro e formazione biennale per il preposto (art. 37, vedere i due box di approfondimento); - sanzioni per il datore di lavoro e dirigente (art. 55); - sistema di vigilanza (art. 13); - contrasto al lavoro irregolare (art. 14) e nuovo allegato I, con i casi di sospensione dell’attività imprenditoriale; - introduzione del Sistema Informativo Nazionale di prevenzione nei luoghi di lavoro (art. 8). www.inail.it - www.lavoro.gov.it Focus Obbligo formativo per il "capo" La grande novità è quella introdotta dal comma 7, che stabilisce l’obbligo di formazione anche per il datore di lavoro. Adesso infatti, al pari dei dirigenti e dei preposti, deve ricevere una adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Formazione continua anche per i preposti: essa va fatta in presenza e ripetuta con una cadenza almeno biennale. L’articolo 55, recante tutte le sanzioni per violazioni delle disposizioni, è stato modificato: esso prevede l’arresto da due a quattro mesi oppure un’ammenda da 1.474,21 euro fino a 6.388,23 euro anche per la violazione dell’articolo 37, comma 1, lettera 7- ter, relativo al nuovo obbligo formativo con cadenza biennale del preposto La figura del preposto: quali compiti svolge in azienda? Cosa cambia / Rivestirà la funzione di 'raccordo' tra il datore e i lavoratori L’intervento interessa gli articoli 18 e 19 del Decreto Legislativo 1/2008, quelli che definiscono le funzioni del preposto, figura fondamentale, di rilievo e di ragguaglio tra il datore di lavoro e i lavoratori durante le fasi dell’attività lavorativa. Si stabilisce l’obbligo formale e sostanziale per il datore di lavoro e i dirigenti di individuare il preposto affinché possa svolgere una concreta attività di vigilanza, senza che questo possa essere causa di pregiudizio alcuno per lo svolgimento delle sue funzioni. Il preposto assume il compito di vigilare sull’osservanza delle disposizioni di legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di vigilare sul corretto uso delle attrezzature e dei dispositivi di protezione, sia individuali che collettivi. Nel caso rilevi delle inosservanze e dei pericoli che possano pregiudicare la sicurezza, il preposto ha l’obbligo di sospendere l’attività lavorativa e informare i diretti superiori. Sono esattamente questi ultimi aspetti le novità introdotte: il legislatore riconosce un ruolo attivo al preposto, il quale non avrà soltanto il compito di vigilare e di informare i superiori delle inosservanze ma potrà modificare i comportamenti non conformi, impartire le necessarie indicazioni e, qualora non bastasse per ripristinare la situazione di pericolo, sospendere l’attività lavorativa. Fonte: ecointernazionale.com