Roma, 7 settembre 2017 - Procede la marcia inarrestabile dell'uragano Irma, che dopo aver lasciato distruzione e morti nelle isole di Barbuda e Saint-Martin ora punta su Porto Rico, Cuba e Florida. Intanto arrivano anche le prime immagini in 3D della straordinaria intensità delle sue piogge, risultato dell'elaborazione dei dati forniti dal satellite radar Global Precipitation Measurement (Gpm), della Nasa e dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa. Tutti i dati, rileva poi l'Agenzia americana per l'atmosfera e gli oceani (Noaa), indicano che l'intensità dell'uragano non accenna a diminuire e che almeno nei prossimi due giorni continuerà ad essere classificato nella categoria 5, o al massimo nella 4. 

Irma è accompagnata da altri due uragani, Katia e Jose, entrambi però molto più deboli e classificati nella categoria 1 della scala Saffir-Simpson (quella che ordina gli uragani in cinque categorie sulla base sull'intensità dei venti al suolo). Il primo sta raggiungendo le coste del Messico, mentre Jose è ancora nell'Atlantico e segue a distanza Irma. 

Uragano Irma, dove e quando: ecco il percorso stimato

L'uragano Irma, con i suoi venti che soffiano alla velocità di 285 chilometri orari, viene seguito anche dall'Europa, dove Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Ue hanno attivato la Sala emergenze del progetto Copernicus, che gestisce la costellazione dei satelliti Sentinella. Gestita dall'azienda italiana Leonardo attraverso la società e-GEOS, costituita dalla Telespazio e dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), la sala è al lavoro per controllare i danni provocati, in particolare in 12 aree tra le Antille, Haiti e la Repubblica Dominicana (FOTO). I satelliti sono stati infatti programmati per acquisire le prime immagini disponibili in modo da essere confrontate con quelle della situazione prima dell'uragano che i tecnici della Sala emergenze stanno cercando di acquisire, sempre dai satelliti.