Washington, 13 ottobre 2017 - Donald Trump, parlando alla nazione, ha 'decertificato' l'accordo sul programma nucleare iraniano, rimettendo così la decisione finale sul patto del 2015 al Congresso Usa. L'accordo era stato firmato anche da Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania. Trump sostiene che Teheran non ha rispettato, e non rispetta, "lo spirito" dell'intesa, e ha chiesto al Congresso che vengano adottate nuove sanzioni contro i Pasdaran, i guardiani della rivoluzione. Il capo di Stato ha anche chiesto agli alleati di unirsi contro il programma missilistico di Teheran.

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The Donald ha quindi rilanciato il tema della sicurezza: "Come presidente degli Stati Uniti, il mio maggiore obbligo è garantire la sicurezza del popolo americano". Quindi il numero uno della Casa Bianca ha spiegato la nuova strategia verso Teheran: "con misure per assicurarsi che l'Iran non acquisisca mai armi nucleari".

Il presidente Usa ha puntato il dito contro la "dittatura iraniana" in Medio Oriente e ha sostenuto che la repubblica culla dell'Islam sciita sia responsabile dell'"addestramento dei terroristi di al Qaeda", (organizzazione però sunnita). Trump accusa Teheran di non aver rispettato i termini dell'intesa e ha spiegato che la sua politica sull'Iran ha l'obiettivio di "assicurare che mai, ed intendo mai, (Teheran) riesca a realizzare una bomba atomica". 

Trump si è scagliato contro il regime "fanatico" di Teheran, sostenendo che l'aggressione della dittatura iraniana continua anche oggi. E' "uno Stato fanatico ed il principale sponsor del terrorismo nel mondo", e non rispetta "lo spirito" dell'accordo. "Ho detto tante volte che questo accordo con l'Iran è una delle cose peggiori che gli Stati Uniti abbiano mai firmato". Ha ribadito l'inquilino della Casa Bianca. 

"L'Iran in Siria ha sostenuto le atrocità del regime di Assad, aiutandolo ad attaccare con armi chimiche che hanno ucciso tante persone, tra cui tanti bambini", ha continuato il presidente degli Stati Uniti. E concludendo con la richiesta di un nuovo accordo, con il Congresso e con gli alleati, sul programma nucleare in modo che "l'accordo (esistente) sia cancellato". 

Il numero uno Usa ha poi aggiunto: "Credo che loro (l'Iran) stiano finanziando la Corea del Nord.... Fare questo con la Corea del Nord è totalmente inappropriato". Poi ha attaccato l'ex presidente americano: "Obama ha ritardato con la Corea del Nord e adesso dobbiamo affrontare l'inasprirsi della resa dei conti sul nucleare".

ROHANI - "Noi siamo impegnati nel rispetto dell'accordo internazionale", ha replicato il presidente iraniano Rohani in tv, che ha aggiunto: "Trump non è bravo in geografia e neanche in geopolitica. L'accordo è stato ratificato dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, è un documento delle Nazioni Unite. Come è possibile che un presidente cancelli unilateralmente l'accordo? Trump pensa di poterlo fare, ma questo non è un accordo bilaterale e lui non può fare quello che vuole". "Continueremo a rafforzare le nostre capacità di difesa. Le nostre armi ed i nostri missili sono per la nostra difesa", ha aggiunto Rohani. 

MOGHERINI: NON E' POLITICA INTERNA - L'accordo sul nucleare iraniano "non è una questione interna, ma una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu", mentre "in seguito all'annuncio odierno del presidente Trump, il processo interno Usa, e sottolineo interno, è ora nelle mani del Congresso americano". Così l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini dopo le dichiarazioni del presidente Usa. Quindi un accordo ratificato all'unanimità dal consiglio di sicurezza Onu "nessun singolo paese ha il diritto di porvi termine".

NETANYAHU: CORAGGIOSO - Reazione positiva di Israele. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito "una decisione coraggiosa" quella presa da Trump. Netanyahu e l'Arabia Saudita sono stati i più strenui oppositori dell'accordo voluto con forza dal Barack Obama nel 2015.

RIAD APPROVA - Dopo l'elogio israeliano giunge anche quello saudita. Il regno wahabita (dove vige l'interpretazione più intransigente dell'Islam sunnita che considera l'Iran, culla dello sciismo, quindi un nemico peggiore dello 'Stato ebraico') ha sostenuto la "ferma strategia" di Trump sull'Iran. 

MAY-MACRON-MERKEL: PER NOI ACCORDO VALIDO  - In una dichiarazione congiunta di Angela Merkel, Emmanuel Macron e Theresa May diffusa da Downing Street si afferma che Germania, Francia e Regno Unito "prendono atto" della decisione del presidente Usa di non certificare l'accordo con l'Iran sul nucleare, ma restano "impegnate" a rispettarlo e a favorire una sua "piena attuazione da tutte le parti". Nella nota congiunta si definisce il mantenimento dell'intesa nel "comune interesse nazionale" di Berlino, Parigi e Londra. 

MOSCA: RESTA VALIDO - Serghiei Lavrov, ministro degli esteri russo, ha confermato telefonicamente al suo omologo di Teheran, Javad Zarif, che la Russia resta impegnata nel rispetto dell'accordo sul nucleare iraniano. 

GENTILONI - "L'Italia prende atto della decisione del presidente Trump di non rinnovare la certificazione dell'adempimento da parte di Teheran dell'accordo sul programma nucleare iraniano e si unisce alla preoccupazione espressa dai capi di Stato e di Governo di Francia, Germania e Regno Unito per le possibili conseguenze. Preservare l'accordo, unanimemente fatto proprio dal Consiglio di Sicurezza nella Risoluzione 2231, corrisponde a interessi di sicurezza nazionali condivisi", ha scritto in una nota il premier Paolo Gentiloni.