Londra, 25 settembre 2017  - Chi l'ha detto che i pesci si comportano tutti nella stessa maniera? Ci sono quelli più pavidi e più coraggiosi, per esempio. Quelli che si buttano nella mischia e quelli che temporeggiano con cautela, proprio come gli umani. Parola di scienziato. L'università britannica di Exeter ha studiato una popolazione di guppy (il nome scientifico è 'poecilia reticulata'), specie tropicale che proviene dal Sudamerica ma che ritroviamo comunemente negli acquari. In particolare i ricercatori hanno analizzato come ogni singolo esemplare affronti situazioni di "stress". Per esempio: cosa accade quando un guppy viene messo in un ambiente che non conosce? O quando ha a che fare con pesci predatori o addirittura con uccelli?

Ebbene la ricerca, apparsa sulla rivista Functional Ecology, dimostra che non c'è un unico modo di gestire il rischio. Ma molti modi. E lo stesso individuo sembra essere coerente nella sua strategia di "copy", ovvero tende a ripetere lo stesso approccio al pericolo. Che cosa si evince? Che i pesci sono animali molto più complessi di quello che si pensa. Che hanno - spiegano gli scienziati - una loro personalità.  

L'ESPERIMENTO - Immessi in un contenitore non familiare, i guppy usavano strategie diverse per affrontare la situazione stressante: un buon numero tentava di nascondersi, altri scappavano, altri infine esploravano prudentemente il nuovo luogo, sintetizza Tom Houslay, del Centro per l'ecologia e la conservazione dell'universita di Exeter. L'esperienza è stata ripetuta e ogni volta i singoli guppy si comportavano nello stesso modo.

Ma i biologi vogliono spingersi oltre. Non basta aver dimostrato che ognuno ha un proprio carattere. Serve sapere in che misura la diversità dei comportamenti dipenda da fattori genetici oppure ambientali. Ed è il prossimo obiettivo della ricerca.