Roma, 28 dicembre 2017  - Anche quest'anno è arrivata la fotografia, o meglio il selfie, scattato dall'Annuario statistico dell'Istat 2017, riferito quindi al 2016. E il quadro ci mostra un'Italia tra i Paesi più vecchi al mondo, dove calano le nascite e aumenta l'aspettativa di vita. Dove i matrimoni sono in ripresa, ma i divorzi crescono di più, con la conseguenza dell'aumentano dei single, fino al dato che sottolinea il 31,6% delle famiglie composte da una sola persona. 

Una nazione variegata e con mille sfaccettature, in cui aumentano gli occupati (+1,3% in un anno per un totale di 22,758 milioni di persone) che restano però al di sotto dei livelli pre-crisi e della media Ue. La povertà assoluta avanza con 4,7 milioni di persone indigenti, e dallo sconfortante dato che un quarto sono minorenni. Un Paese che coltiva la cultura nei musei, e a tavola, ma che legge poco con un inesorabila calo negli iscritti a scuola. La sola eccezione è nelle primarie, dove l'aumento è solo di bambini stranieri.  

- CALO DELLE NASCITE - Nel 2016 continua il calo delle nascite è stato di -12.342 nati, per un totale di 473.438. Nel 2015 era sceso il tasso di fecondità totale, nel 2016 scende ancora, a 1,35 figli in media per donna. Nello stesso anno, i decessi, 615.261, diminuiscono di 32.310 rispetto all'anno precedente. Il quoziente di mortalità passa dal 10,7 al 10,1 per mille. Torna la speranza di vita alla nascita: riprende a crescere e passa da 80,1 a 80,6 anni per gli uomini e da 84,6 a 85,1 per le donne. L'Italia con 165,3 persone con 65 anni e più ogni cento con meno di 15 anni resta uno dei paesi più vecchi al mondo.

- PIU' DIVORZI CHE MATRIMONI -  Nel 2015, i matrimoni passano dai 189.765 dell'anno precedente a 194.377, le separazioni legali da 89.303 a 91.706 e i divorzi da 52.355 a 82.469, anche per effetto dell'introduzione del 'divorzio breve'. In vent'anni il numero medio di componenti in famiglia è sceso da 2,7 (media 1995-1996) a 2,4 (media 2015-2016). In aumento invece le famiglie composte da una sola persona (da 20,5 a 31,6%), mentre si riducono quelle di cinque o più componenti (da 8,1 a 5,4%). 

- SALE LA POVERTA' ASSOLUTA -  Nel 2016, le famiglie in condizione di povertà assoluta sono 1,6 milioni, per un totale di 4,7 milioni di individui poveri (il 7,9% dell'intera popolazione). Le famiglie numerose vedono peggiorare la loro situazione, soprattutto le coppie con 3 o più figli minori (da 18,3% del 2015 a 26,8% del 2016). La povertà assoluta incide di più fra i minori (12,5%) e raggiunge il suo minimo fra le persone di 65 anni e più (3,8%). 

-  PERCEZIONE ECONOMICA MIGLIORA - Aumenta la soddisfazione degli italiani per la vita nel complesso e migliora anche la percezione per la situazione economica. Sale la quota dei soddisfatti per la situazione economica: cresce la percentuale di persone abbastanza soddisfatte, (dal 44,6 per cento del 2015 al 47,3 per cento del 2016), parallelamente diminuisce sia la quota di coloro che si dichiarano per niente soddisfatti (dal 15,0 per cento del 2015 al 12,9 per cento del 2016) sia quella di chi lo è poco (dal 36,3 per cento al 34,8 per cento).

- CRESCE SPESA FAMIGLIE PER CONSUMI - Nel 2016 la spesa media familiare per consumi sfonda il tetto di 2.500 euro e passa da 2.499,37 euro (in valori correnti) del 2015 a 2.524,38 euro nel 2016, registrando un aumento dell'1%, che arriva a +2,2% nei confronti del 2013, anno di minimo. Questi due dati comunque ci indicano che la spesa media mensile familiare rimane al di sotto dei 2.639,89 euro del 2011. Rispetto al 2015, diminuisce la quota di famiglie che cercano di limitare la spesa riducendo quantità o qualità dei prodotti alimentari acquistati.  Crescono (+0,9%) le spese per beni e servizi non alimentari, particolarmente rilevanti quelle per la casa.

- PARTECIPAZIONE POLITICA IN CALO - La partecipazione politica dei cittadini, diretta e indiretta, è in costante calo: soltanto il 4,3% delle persone di 14 anni e più ha partecipato a cortei e appena lo 0,8% ha svolto attività gratuita per un partito. Sempre in calo nel 2015, ma si parla di una quota considerevolmente più ampia di popolazione partecipa in modo indiretto: il 74,1% si informa di politica e il 65,4% ne discute. Aumenta, infine, la quota di coloro che non si informano mai di politica, che raggiunge il 24,5%.

- CARCERI AFFOLLATE - L'indice di affollamento nelle carceri è pari a 108,8 (oltre tre punti percentuali in più rispetto al 2015), in controtendenza rispetto all'andamento decrescente degli ultimi anni. I detenuti sono stranieri nel 34,1% dei casi. I tossicodipendenti sono il 25,9%, le donne il 4,2%. Quelli che svolgono un'attività lavorativa sono il 29,7%. 

- 5 MILIONI DI STRANIERI RESIDENTI: +0,4%  -  Gli stranieri residenti in Italia sono oltre 5 milioni, l'8,3% del totale, con un incremento, rispetto l'anno precedente, dello 0,4% (20.875 unità), il doppio di quello registrato nel 2016. Il 57,8% di questi risiede al Nord e il 33,8% nel solo Nord-ovest. LProvengono in maggior part5e dall'Unione europea (30,5%), seguono quelli dell'Europa centro-orientale (21%) e dell'Africa settentrionale (12,9%).  

- SI LEGGE SEMPRE MENO, AUMENTA LA RETE - Nel 2016 torna a diminuire la quota di lettori, i più colpiti sono i quotidiani (-3,2 punti percentuali rispetto al 2015), poi i libri (-1,5 punti percentuali). L'uso del personal computer rimane stabile, mentre la navigazione in Internet, anche giornaliera, coinvolge di anno in anno sempre più persone.

- TEENAGER ALLERGICI AI QUOTIDIANI - A leggere di meno i quotidiani sono i teenager. La lettura dei giornali interessa meno della metà della popolazione (43,9%) e sembra essere prerogativa degli adulti: infatti solo il 12 per cento dei ragazzi fino ai 17 anni legge almeno un quotidiano a settimana. La percentuale sale al 35% tra i 18-24enni. Divantano quasi la metà della popolazione nella fascia di età dei 25-44enni, mentre oltrepassano la metà solo a partire dai 45 anni e raggiungono la quota più alta tra i 60-64enni (57,2%). Più uomini (il 48,8 contro il 39,3% tra le donne) e e più residenti al Nord. 

- 2016 ANNO RECORD TURISMO  - Nell'ambito dei paesi dell'Ue, l'Italia è in terza posizione per numero di presenze totali negli esercizi ricettivi, con un'incidenza di presenze straniere superiore alla media europea (49,5% contro 45,5%).