Sabato 22 Giugno 2024
PAOLO FRANCI
Sport

Spalletti vista titolo, l’ora che cambia la vita

Con Roma e Inter solo un successo sfiorato, a Napoli una stagione esaltante: e venerdì può mettere fuori gioco l’eterna rivale Juve

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di Paolo Franci

C’è un nemico grande così. Uno grande e grosso al quale Spalletti s’è dovuto piegare, nel tempo, finendo schiacciato dal lato oscuro della forza. Oscuro dal suo punto di vista naturalmente, che proprio non ce l’ha fatta a mettere in fila gli squadroni del Nord. S’è dovuto inchinare all’Inter di Mancio e Mou ai tempi della sua prima Roma. Ha incrociato gli Invincibili della Juve nelle stagioni interiste e nel ’Trigoria bis’, quello della guerra all’ultima panchina con Totti alla guida di una Roma super. Stavolta però, ha l’occasione grossa almeno quanto lo erano quei nemici grandi così. Ha sette punti di vantaggio sulla Juve, e venerdì se la gioca in casa: se vince, allora sì che è di nuovo gran fuga in avanti. Eccome.

Il peggior nemico di Spalletti, dice qualcuno, alla fine, è proprio Spalletti. Emotivo e passionale, Big Luciano fa fatica a praticare la via della calma e della freddezza quando il gioco si fa duro. Guardate cosa è successo domenica sera: ad una innocua domanda su come sono organizzati i rigoristi è sbottato ’alla Spalletti’, anche in modo poco simpatico, se vogliamo dirla tutta. Segno di una temperatura emotiva in ebollizione. Probabile sia stata la sconfitta con l’Inter o, più verosimile, quella sindrome da accerchiamento della quale sembrano aver bisogno alcuni allenatori. Il “rumore dei nemici“, per dirla alla Mourinho.

E in effetti, il rumore lo ha fatto Allegri pochi minuti dopo la partita vinta con la Cremonese, quando ha detto: "Il Napoli è favorito per lo scudetto, noi puntiamo al quarto posto". Nel ’panchinese’, la lingua degli allenatori, quello è un modo per caricare di pressione l’avversario, cioè Spalletti. E’ un modo per dirgli: "Sei tu che hai tutto da perdere...". Apriti cielo.

Domenica sera Spalletti, con una faccia ammiccante che era tutto un programma, ha replicato: "Anche senza le otto vittorie di fila è una delle squadre più difficili da affrontare, una delle più forti. Per storia, organizzazione societaria e rosa forse la più forte d’Italia". Uno a uno palla al centro. La sfida è dunque partita e sarà elettricità pura fino alle 20 e 45 di venerdì, quando al ’Maradona’ scenderà in campo la Juve. Il Napoli favorito? Per i bookmaker alla grandissima: Olybet.it fa una carezza a Spalletti, favorito a 1,97 contro il 3,94 di Max. Un divario nelle quote netto, evidente.

A questo punto, bisogna dare a Luciano quel che è di Luciano. Ha dovuto fare a meno di Insigne, Ospina, Mertens, Fabian Ruiz e poi la bomba Koulibaly. "Giocaci te senza questi qui" avrebbe detto qualunque altro allenatore. Non Spalletti. Tra capolavori di ricostruzione (Mario Rui, Elmas, Juan Jesus, Politano) e mosse azzeccate di mercato su giocatori che certo non erano nella Piazza Grande del mercato, Big Luciano ha fatto il suo capolavoro. E ora deve togliersi di dosso quella fastidiosa pecetta che una volta fu di Sven Goran Eriksson, prima dei trionfi laziali, poi del ’primo’ Ancelotti che perde due scudetti in volata contro Roma e Lazio: “perdente di successo“.

Luciano lo scudetto l’ha accarezzato mille volte, lo ha stretto anche in pugno prima che si trasformasse in granelli di sabbia scivolati via tra le dita. Adesso ha una grande, grandissima occasione. Ma prima c’è la Juve, il nemico grande così che oggi, almeno oggi, non sembra poi così grande.