Sabato 13 Luglio 2024
PAOLO FRANCI
Sport

La ribellione degli arbitri contro la tecnologia

Clamorosa decisione a Firenze: la gol line segnala la rete, ma il direttore di gara non la dà. Dopo il rigore negato a Torino un caso più grave

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di Paolo Franci

Quando si dice che non ci si può più fidare di nessuno. E se quel nessuno - cioè ’qualcuno - è la tecnologia, per giunta applicata al pallone allora sì che sono dolori. Di quelli seri.

Succede che nella notte del trionfo italiano di Coppa, Cabral va in gol con la Fiorentina nel match contro lo Sporting Braga. Una palla difficile da leggere che ad occhio nudo -siamo sul 2-1 per il Braga e i viola vinceranno 3-2 in rimonta - però, non sembra varcare completamente la linea di porta. Im questi casi niente paura, perchè lo spettro dell’erroraccio - del gol di Muntari per intenderci - è ormai solo un ricordo grazie alla Goal Line Technology. Sapete no? Quella sofisticata diavoleria tecnologica nota anche come ’ Occhio di Falco’ che ha debellato definitivamente il problema del gol-no gol segnalando la cosa all’arbitro a mezzo orologio.Debellato definitivamente? Piano.

Succede che la GLT convalida il gol di Cabral indicando come il pallone abbia varcato interamente la linea, ma in sala Var qualcosa non torna e le immagini viste al rallentatore, con le ’linee guida’ mostrano altro scenario: non è gol. Con una certa personalità, gli arbitri della sala Var richiamano il direttore di gara che va a vedere le immagini e annulla il gol. Colpo di scena: uomo (con l’ausilio della tv però eh) batte tecnologia 1 a 0. Apriti cielo.

L’Uefa, una volta appreso l’accaduto, ha aperto un’indagine comunicando sul proprio sito: "Al 49’ il sistema tecnologico della linea di porta ha segnalato all’arbitro che il pallone aveva oltrepassato la linea - sottolinea all’indomani di Fiorentina-Braga la Uefa - Tuttavia, l’arbitro e gli ufficiali di gara video, in linea con il regolamento, avevano deciso di verificare se il pallone avesse varcato completamente la linea e sulla base delle immagini disponibili erano giunti alla conclusione che non era stato segnato alcun gol. La Uefa è in contatto con il fornitore di tecnologia per verificare tutti i dati che sono stati raccolti durante la partita". Ok, d’accordo, ma se non ci si può più fidare della tecnologia e se è l’arbitro a correggerla e non il contrario, allora abbiamo un problema.

Sì ma l’arbitro può smentire la GLT? Nella nota dell’Uefa si sottolinea che la decisione di ricorrere al Var è stata corretta, perchè il controllo Var è previsto anche in situazioni come questa e che in ogni caso - è bene ricordarlo - l’ultima parola spetta sempre al direttore di gara.

Quello di ieri a Firenze non è stato il primo caso: nel 2016 in un Samp-Genoa Tagliavento fu ingannato dalla segnalazione di rete del suo orologio GLT, quando il colpo di testa di Silvestre sulla traversa era rimbalzato ampiamente all’interno deil campo. L’arbitro sospese il gioco, si consultò col quarto uomo e annullò, perchè non c’era ancora il Var e quella era la procedura. Più recente il caso di Aston Villa-Sheffield, partita di Premier nel 2020: il gol degli ospiti non è segnalato dalla Goal Line, finisce 0-0. La società che gestisce “l’occhio di falco“ del campionato inglese si scusa: tutte le telecamere erano impallate dai giocatori in campo. Durante Arsenal-Brentford di metà febbraio scorso, il video assistente dell’arbitro non ha tracciato le linee del fuorigioco durante una review e ha convalidato il gol irregolare del pari del Brentford danneggiando pesantemente i Gunners. Errori che danno la carica ai ’No-Var’ fautori del calcio di una volta, con gli errori arbitrali da considerare parte dello spettacolo. Non bisogna però dimenticare che a fronte di errori incredibili come quello di Fiorentina-Braga, sono scomparsi gli strafalcioni sul fuorigioco e che, pur con sviste e valutazioni errate nell’utilizzo del Var - basti pensare a Pinheiro che non concede il rigore alla Juve nel match di Torino contro il Nantes per nettissimo tocco di mani di Centonze - è impensabile immaginare un ritorno al passato, con il pallone a rotolare senza l’ausilio della tecnologia.