di Paolo Grilli In un mercoledì sera di calcio quasi antico allo Stadium, con ritmi pacifici e squadre insolitamente lunghe – colpa della stanchezza generalizzata o dello stimolo relativo a mordere per la Coppa? – la Juve riesce ad avere la meglio del Genoa girando troppo poco la manopola della classe e passando solo ai supplementari. Prove generali faticosissime per la partitissima di domenica sera della Signora...

di Paolo Grilli

In un mercoledì sera di calcio quasi antico allo Stadium, con ritmi pacifici e squadre insolitamente lunghe – colpa della stanchezza generalizzata o dello stimolo relativo a mordere per la Coppa? – la Juve riesce ad avere la meglio del Genoa girando troppo poco la manopola della classe e passando solo ai supplementari. Prove generali faticosissime per la partitissima di domenica sera della Signora contro un’Inter che a sua volta ieri non ha certo stupito contro la Fiorentina.

Nelle praterie concesse dal Grifone, ha brillato in avvio Kulusevski: se per Pirlo è durissima ora fare a meno di Chiesa (ieri a riposo), anche lo svedese sembra (ri)guadagnarsi i galloni da titolare a furia di incursioni, sportellate, fraseggi. Repertorio assortito di un corazziere che serve come il pane alla Signora. E poi c’è stato il ritorno al gol di Morata, faro in un attacco privo di Ronaldo lasciato in panchina fino all’extra time. Ed entrato senza pungere. Lo spirito della nuova Juve si è visto anche nell’inedito undici apparecchiato per gli ottavi, in cui hanno saputo mettersi in mostra anche Wesley e Portanova, tra gli altri.

Ma è mancata un po’ di concretezza in avanti, vizio del primo Pirlo tecnico bianconero. E in vista di San Siro si spera che la tendenza torni invece quella delle ultime due giornate di campionato.

Perché poi il Genoa, dopo il gol di Czyborra, è rientrato del tutto in partita. Pirlo ha irrobustito la sua Juve sperimentale con Rabiot, Danilo e Bonucci nella ripresa, ma poi è arrivata la prodezza di Melegoni come seconda doccia fredda. Ed è servito il talento nuovo e pulsante di Rafia, ieri al debutto, per portarla a casa. Verso San Siro restano i dubbi di formazione con mezza difesa titolare ancora fuori causa Covid. La sfida scudetto si giocherà proprio sulla capacità o meno di contenere lo straripante Lukaku.

Nel frattempo, il Maestro bianconero avrà fatto anche le sue valutazioni su Scamacca, nel mirino della Juve. Ieri ha corso e rifinito tanto, senza però rendersi mai pericoloso. Da applausi invece Rovella, già pronto per palcoscenici importanti.