Martedì 11 Giugno 2024
PAOLO FRANCI
Sport

Ecco la Superlega 2: tanti soldi e più merito

Rilanciato il progetto: promozioni e retrocessioni, salvi i campionati nazionali. Torneo femminile in primo piano. 400 milioni a chi resta fuori

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di Paolo Franci

Chi pensava che il progetto Superlega si fosse incagliato definitivamente, beh, come minimo ha peccato di ottimismo. Il giornale spagnolo ’El Pais’ ha pubblicato ieri i punti cardine della ’Superlega bis’, una sorta di decalogo che faccia da guida nella rielaborazione del progetto sostenuto, in particolare, da Juve, Barcellona e Real Madrid, i tre club che stanno lavorando alla creazione di una nuova competizione europea. Il tutto, mentre cresce l’attesa per la decisione della Corte di Giustizia dell’Ue, che dovrà decidere se Uefa e Fifa abusino o meno di una posizione dominante nel ruolo di organizzatori di competizioni.

In una sorta di ’porta a porta’ del pallone, i dirigenti dei due superclub spagnoli e della Juve hanno sondato oltre 50 club europei sulla possibilità di dare vita a un grande campionato tagliato su misura per 6080 club e diviso in gironi. Tutto questo mentre quei club che avevano voltato le spalle al progetto per paura di ripercussioni politiche e sportive - Atlético, Manchester City, United, Arsenal, Chelsea, Liverpool, Tottenham, Inter, Milan - hanno, sì, abbandonato la nave, ma senza formalizzare contrattualmente l’addio.

Nel frattempo, Bern Reichart, Ceo di A22, la società anima della Superlega, ha stilato 10 comandamenti per "un nuovo campionato europeo" che prenda il posto della Champions. Ecco i passaggi più importanti.

Partite e introiti Sono 14 il minimo garantito di partite per le partecipanti, organizzate da un governo ad hoc con il principio della meritocrazia, retrocessioni e promozioni senza membri fissi. Le 14 partite garantirebbero maggiori introiti ai club.

Campionati nazionali Protetti, salvaguardati e massimo impegno dei club. Poi, progetti per renderli più competitivi con l’aiuto della Superlega.

Infortuni e calciatori Numero di partite controllato e associazioni dei giocatori coinvolte nella sfera decisionale per garantire la salute e non spremere troppo i calciatori.

Sostenibilità economica Imprescindibile. Le competizioni europee per club dovrebbero essere gestite da un governo dei club come avviene a livello nazionale, e non da terzi che traggono profitto senza rischi. Per migliorare la sostenibilità, la spesa dovrebbe essere basata solo sulle risorse generate, non su iniezioni di capitale che ’drogano’ la concorrenza. Possibilità per i club di spendere solo una percentuale fissa dei loro ricavi annuali legati al calcio per gli stipendi dei giocatori e i trasferimenti netti, con disposizioni adeguate per i club più piccoli nonché regole di transizione.

Calcio femminile da mettere ’al centro della scena’ assieme alle competizioni maschili. Investimenti non solo di vertice ma anche per la base.

Solidarietà ai club La solidarietà di base pilastro del pallone europeo da aumentare fino a importo minimo di 400 milioni di euro l’anno ai club che non partecipano alla nuova Superlega. E cioè oltre il doppio del contributo proveniente dalle varie competizioni europee per club in vigore.