Venerdì 21 Giugno 2024
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Favoriti Milano Sanremo 2023: la griglia di partenza. Chi c'è dietro Pogacar

Tutti correranno contro lo sloveno. In prima fila Van Aert e Van der Poel

Lunga e imprevedibile, aperta a tutti più di ogni altra classica, la Milano-Sanremo 2023 si ripropone accompagnata da un dilemma: sarà una marcia noiosa dalla Padania alla Riviera con dieci minuti di adrenalina finale da salto sulla poltrona oppure la nuova generazione di campioni che corrono senza far calcoli cambierà lo spartito? A dirlo sarà un percorso di 294 chilometri che, pur con la novità della partenza da Abbiategrasso, resta sul classico, con i tre capi d’assaggio (Mele, Cervo e Berta) prima di Cipressa a Poggio che segnano la corsa.

Milano-Sanremo 2023, Van Der Poel show. L'ordine d'arrivo

Milano-Sanremo 2023: percorso, orari tv e favoriti

Tadej Pocacar (Ansa)
Tadej Pocacar (Ansa)

Due grandi assenti, Evenepoel e Roglic, già proiettati verso il Giro: senza il belga, non ci sarà un vincitore in maglia iridata, come succede da 40 anni esatti (Saronni, nel 1983, l’ultimo). Non ci sarà nemmeno Pidcock, dominatore sulle Strade Bianche: dopo l’ultima caduta alla Tirreno-Adriatico, con sintomi di una leggera commozione cerebrale, è stato messo a riposo dai medici. Prima volta senza Nibali, ultimo italiano a entrare in un albo d’oro tinto d’azzurro soltanto in cinque occasioni in questo millennio. Ecco la griglia di partenza dell’edizione numero 114.

IN POLE

Tadej Pogacar

Classiche o grandi giri, cambia poco: corre sempre con l’idea di vincere e il più delle volte ci riesce. Quest’anno l’ha già fatto nove volte in tredici giorni di corse: i numeri non diranno tutto, ma spiegano abbastanza. Gli correranno tutti contro, cercando di coglierlo in difetto: al momento, sembra non averne.  PRIMA FILA

Wout Van Aert

Da gregario extralusso alla Tirreno-Adriatico si è tolto la ruggine: una bella fetta del successo di Roglic è sua. Ora ne cerca uno personale, anche per zittire chi gli rinfaccia di non esser abbastanza vincente nei grandi appuntamenti. Può vincere andando all’attacco o aspettando la volata: non è da tutti. 

Mathieu Van der Poel

Come il rivale gemello Van Aert, anche lui fra i due mari italiani ha pensato ad allenarsi: che stia benone si è visto quando ha aperto il gas. Con la Classicissima ha grande feeling: un anno fa, al debutto stagionale, chiuse sul podio. Unico limite, un eventuale sprint ristretto: tra i più veloci, lui non c’è. SECONDA FILA

Julian Alaphilippe

Una l’ha vinta, una l’ha persa di un centimetro, un’altra l’ha chiusa sul podio: con la Sanremo, l’ex iridato ha decisamente un buon rapporto. Sapendolo, non si è buttato via alla Tirreno-Adriatico. Leader maximo della sua squadra, è tra quelli che possono incendiare il finale, mettendoci anche esperienza e classe.

Mads Pedersen

Anche a lui la Sanremo sta come un vestito di misura, eppure è la classica che meno di tutte ama: la trova noiosa e pure lo racconta. Un anno fa al debutto ha chiuso al sesto posto, stavolta si presenta dopo una Parigi-Nizza in cui si è mostrato in tutto il suo splendore: se i big lo sottovalutano, può giocare un brutto scherzo. TERZA FILA

Biniam Girmay

Delle grandi classiche, questa gli si adatta più di tutte: è uomo da distanza, regge sugli strappi e ed è veloce anche quando ci sono gli sprinter puri. Due piazzamenti alla Tirreno-Adriatico, nelle tappe più nervose e lunghe: è il segnale di uno che è pronto per far bene. 

Matej Mohoric

Cosa sia in grado di fare su un percorso così l’ha mostrato un anno fa, quando seminò tutti giù dal Poggio sfruttando le sue doti di acrobata e la tecnologia (monto’ un reggisella telescopico). Sesto alle Strade Bianche, ha preferito allenarsi anziché correre la Tirreno-Adriatico: nel 2022 ha funzionato, hai visto mai…

GLI OUTSIDER

Filippo Ganna

Di aver le qualità per far la corsa l’ha fatto vedere da gregario, il più è capire se avrà le possibilità di giocare le proprie carte. Fra crono e il resto alla Tirreno si è mostrato in palla, l’unica sua condanna è cercare di evitare il più possibile un arrivo allo sprint.

Caleb Ewan

Non corre in pratica da un mese, ma dei velocisti puri è quello che alla Sanremo ci è andato più vicino: in un paio di occasioni ha chiuso al secondo posto. Ha la possibilità di dire la sua soltanto se riesce a trovare il ritmo di gara per reggere su Cipressa e Poggio.

Jesper Philipsen

Dei velocisti è quello che si è avvicinato meglio: alla Tirreno-Adriatico avrà anche avuto un apripista del calibro di Van der Poel, ma ci ha messo anche del suo. Dipende da lui, ma anche dagli altri: difficilmente i favoriti gli concederanno un viaggio tranquillo fino all’arrivo.