Parigi, 7 giugno 2018 -  Tutta l'Italia con Ceck. Domani è il gran giorno di Marco Cecchinato, il 25enne di Palermo approdato alle semifinali del Roland Garros 2018, battendo la star Novak Djokovic dopo uno strepitoso tie break. C'è un italiano nei primi 4 di un grande Slam e non succedeva da 40 anni. Ma il re della smorzata, che ha già smentito ogni pronostico, non si accontenta e proverà a beffare anche Dominic Thiem per andarsi a prendere una finale che farebbe davvero la storia del tennis azzurro. Sull'altro lato del tabellone maschile si affrontano il numero uno del mondo Rafa Nadal e Juan Martin Del Potro, tornato in semifinale a Parigi dopo nove anni. Insomma un programma densissimo quello di domani, venerdì 8 giugno, da gustare possibilmente in diretta tv. Di seguito gli orari dei match e il palinsesto. 

ORARI E DIRETTA TV - Si parte proprio con Cecchinato-Thiem, prima semifinale, in programma alle 13. Il match è visibile in diretta tv su Eurosport che sarà collegato con il campo Philippe Chatrier di Parigi dalle 12.45 (live streaming su Eurosport Player e SkyGo). Seguirà la seconda semifinale Nadal-Del Potro (diretta tv Eurosport dalle 16.15, live streaming  Eurosport Player e SkyGo). 

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CECCHINATO-THIEM - Cecchinato arriva in semifinale dopo un percorso soprendente, che lo ha innalzato dal numero 72 della classifica mondiale, al numero 27. Cecchinato ha fatto fuori Copil, Trungelliti, Carreno Busta, poi il belga David Goffin (numero 9 nel ranking Atp) e, infine, ieri ha compiuto l'ennesima impresa battendo Novak Djokovic (n°22).  Sia il siciliano che l'avversario di domani, l'austriaco Thiem, sono a caccia della prima finale in un Major. Nei precedenti una vittoria a testa. Nel 2014 Cecchinato si arrese al 'robot' di Wiener Neustadt nelle qualificazioni a Doha, ma l'anno prima lo aveva battuto in un torneo futures a Modena. "Ricordo quel match, ma qui il contesto è ben diverso. Io però voglio provarci con tutte le mie forze", ha dichiarato ieri Ceck.

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NADAL-DEL POTRO -  Juan Martin Del Potro torna in semifinale a Parigi, davanti al numero 1 del mondo e campione in carica Nadal che insegue l'11esimo sigillo. Ai quarti lo spagnolo si è liberato dell'argentino Diego Schwartzman, numero 12 della classifica mondiale e 11esima testa di serie: 4-6 6-3 6-2 6-2 il punteggio con cui, in tre ore e 42 minuti complessivi, il fuoriclasse di Manacor si è imposto. Del Potro, numero 6 Atp e quinta testa di serie è riuscito a raggiungere di nuovo il penultimo atto a Parigi, superando in quattro set il croato Marin Cilic, numero 4 della classifica mondiale e terzo favorito del seeding: 7-6 5-7 6-3 7-5 lo score della sfida durata tre ore e 50 minuti.

FINALE FEMMINILE - Sono Simona Halep e Sloane Stephens le protagoniste della finale femminile di sabato 9 giugno (ore 15). In semifinale la rumena, numero uno del mondo, ha sconfitto per 6-1 6-4 la spagnola Garbine Muguruza. La statunitense si è invece aggiudicata per 6-4 6-3 il derby contro la connazionale Madison Keys conquistando la sua prima finale in terra di Francia.

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Vagnozzi: "Allenare Marco è una fortuna"  - Simone Vagnozzi, coach di Marco Cecchinato, è un trentacinquenne di Ascoli che ha smesso presto di giocare a soli 31 anni, dopo aver raggiunto il n. 161 del mondo in singolare e il 70 in doppio. Tra le vittorie raccolte, una curiosamente contro Marius Copil, l’avversario al primo turno del suo Cecchinato (che era sotto 2 set a 0). Massimo Sartori, coach di Andreas Seppi, vedeva in Vagnozzi un allenatore in campo. I fatti gli hanno dato ragione
Com’è cominciata la collaborazione con Marco?
«Sono con lui da due anni, Sartori ha consigliato a Marco di avvicinarsi a me. Il primo torneo insieme fu a Cordenons, ma la vera collaborazione è partita a Novembre 2016 tra Bologna – dove Cecchinato si allena all’ex Cierrebi – e Montecarlo. L’anno dopo per preparare la stagione ci siamo spostati ad Alicante, perché a Montecarlo la precedenza ce l’hanno Djokovic e altri giocatori più noti. In Spagna ci paghiamo il nostro appartamento, io sto con mia moglie e lui col preparatore atletico Umberto Ferrara. Marco si allena con Casper Ruud, Garcia Lopez e il nostro Roberto Marcora».
Il compagno di doppio Fucsovics gli diceva ‘Ma che ti è successo?’
«Non si vedono i risultati del lavoro da una settimana all’altra, non sai quando sboccia il fiore. Il rovescio che è sulla bocca di tutti era migliorato già da un po’, non s’inventa nulla. Sono sempre stato convinto che Marco potesse arrivare ad alto livello, altrimenti non l’avrei allenato».
Cosa gli suggeriva durante il match con Djokovic?
«La tattica era stare lì tutto il match facendogli sudare i punti. Nole non ha punti deboli, ma è meno continuo del passato, non dovevamo lasciargli il pallino del gioco. Marco è stato bravo a crederci nel quarto set: quando arrivi al dunque sono tutti nervi, lui sa vincere le partite, dote che non si può insegnare. Sono fortunato ad allenare uno che ha questa capacità».
Marco si nota per la varietà dei colpi.
«Sulla terra variare è più importante che sul cemento, dove la palla rimbalza più alta. C’è una statistica che ci inorgoglisce: ha il dritto più veloce dopo quello di Nadal. Ora non deve snaturare il suo gioco. La semifinale con Thiem è molto legata allo schema servizio-risposta, chi avrà il pallino del gioco vincerà».