Violenza economica, i consigli di Pecuniami: “Ecco quali sono i comportamenti preoccupanti”

La consulente finanziaria e divulgatrice (molto attiva sui social) spiega i passi da intraprendere per arrivare a un vera consapevolezza

Roma, 10 febbraio 2024 – Aminata Gabriella Fall, per gli amici Ami, sui social Pecuniami: nel binomio donne e soldi dal suo libro ‘Signore è ora di contare!’ (uscito a fine 2021), cosa è cambiato?

“Sicuramente oggi le donne parlano di più di denaro e violenza economica”. Parte da una nota positiva “l’amica che lavora in banca”, consulente finanziaria e divulgatrice.

La violenza economica sulle donne spiegata da Global Tthinking Foundation
La violenza economica sulle donne spiegata da Global Tthinking Foundation

Le donne sono più consapevoli?

“Non in modo generale ma in parte sì, si sta muovendo qualcosa. La cosa più importante è proprio questa, che le donne inizino a farsi delle domande”.

Le statistiche sui conti correnti femminili però non sono così entusiasmanti.

"Delle mie clienti, che ormai sono 200, probabilmente l’1% ha il conto coi-contestato con il partner. Ma mi rendo conto, stiamo parlando di donne che hanno una certa consapevolezza del proprio denaro”.

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Amimata Gabriella Fall, per gli amici Ami, sul web Pecuniami
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Qual è la forma di violenza economica più subdola?

“La violenza economica è subdola a prescindere. Perché non ti lascia ferite. E di solito colpisce chi è già in una situazione di sudditanza. Magari lui mi conta quello che spendo, non mi dà i soldi per fare benzina… E spesso tutto questo è socialmente accettato”.

Perché?

“Perché nessuno alla fine trova da ridire sul controllo da parte del partner che ha più soldi nei confronti di chi ne ha meno. È giusto che voglia lo scontrino? Che voglia sapere esattamente com’è stato speso il denaro, quando magari la donna ha fatto un passo indietro e non lavora per i figli?”.

Succede ancora nel 2024?

“Succede ancora, succede spesso, succede nelle migliori famiglie”.

Che tipo di donne ha incontrato nei centri anti violenza nelle giornate dedicate alla consapevolezza finanziaria organizzate con Banca etica?

“Ho ammirato molto queste donne. Perché se vivi una situazione di violenza fisica e psicologica, quella è la tua realtà. Riuscire a dire me ne vado, magari me ne vado con i miei figli, penso sia un atto di estremo coraggio”.

Storie a lieto fine?

“Ho incontrato ragazze che mi hanno raccontato di essere uscite da situazioni difficili proprio grazie alla loro indipendenza economica”.

Qual è il segnale che deve preoccupare?

“Il controllo e la mancanza di autonomia. È importante essere autonomi nella gestione delle proprie risorse. Invece vedo che si delega questo compito. Oppure lo stesso partner si appropria completamente del controllo del denaro nella coppia”.