Mercoledì 24 Aprile 2024

Irma Testa per l’8 marzo: “Abituiamoci a conquistare lo spazio che meritiamo”

La campionessa di pugilato a cuore aperto: “Siamo una famiglia di donne abituate a conquistarci quello che ci meritiamo”

L'azzurra della boxe Irma testa

L'azzurra della boxe Irma testa

Roma, 8 marzo 2024 – Irma Testa, che valore ha per lei l’8 marzo?

“È un giorno diverso, quello in cui ogni donna, rispetto al resto dell’anno, può dire qualcosa in più perché la sua voce è più ascoltata. Ma non è la festa delle donne, non mi sembra che ci sia niente da festeggiare. Per la gente invece è così”.

Dice così perché la ritiene commerciale e non basata su veri valori?

“Dico così perché non credo alle ricorrenze, ai giorni specifici per un tema. Poi è vero, in quei determinati giorni si presta un po’ più di attenzione, la risonanza è diversa. Ma poi il giorno dopo si ricomincia da capo, è un modo per lavarsi la coscienza”.

Le donne sono molto importanti nella sua vita.

“Assolutamente sì, mia nonna, mia madre e mia sorella, siamo una famiglia di donne molto forti abituate a conquistarsi lo spazio che meritano”.

Che cosa le hanno insegnato?

“Mia nonna è un esempio di autonomia e volontà. È cieca da trent’anni, eppure ha sempre cucinato e fatto la lavatrice da sola. Mamma è sempre stata il centro di tutto quello che girava intorno alla casa, ha sempre lavorato tantissimo senza lamentarsi. Mia sorella a 15 anni ha lasciato il pugilato per portare a casa uno stipendio. Se sono diventata quello che sono lo devo a lei, che mi ha fatto scoprire la boxe”.

Lei ha fatto coming out. Anche in questo sembra che voi donne abbiate meno difficoltà degli uomini.

“Non lo so, io ho smesso di nascondermi e sto molto meglio. Non so perché, non lo capisco, ma mi sembra che in qualche modo il mondo dello sport non riesca ancora ad affrontare questo tema. È molto difficile e non capisco perché, la società richiede all’atleta di rappresentare la perfezione secondo certi canoni, ma proprio lo sport in teoria dovrebbe insegnare ad apprezzare il confronto, dovrebbe sapere e trasmettere la consapevolezza che dalla differenza passa un arricchimento personale”.

Non le sembra che in realtà abbiate raggiunto la parità dei difetti, imitando le cose sbagliate che facciamo noi maschietti, dalla guida al linguaggio?

“No, non è vero”.

Parliamo di sport: a che punto siamo nella costruzione di Parigi?

“Siamo a un buon punto, ormai stiamo facendo un lavoro di rifinitura. Gli ultimi mesi si dedicano a perfezionare i dettagli, analizziamo gli incontri, i punti deboli su cui lavorare”.

Per lei Parigi sarà la terza Olimpiade. Come se la aspetta?

“Ogni Olimpiade è una storia a sé, l’emozione è diversa. Andrò più serena rispetto alle prime due, e lo preferisco. Se sono serena rendo meglio”.

In un video sui social lei aveva previsto il successo di Angelina Mango. Da napoletana che cosa pensa del successo di Geolier?

“Penso che abbia fatto un grandissimo festival, che sia il rappresentante di una nuova era musicale. Ha portato Napoli a Sanremo, ma è seguito più a Milano che da noi. Dimostra che la cultura napoletana può essere esportata come merita”.

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