Il ’paradosso scandinavo’: livelli alti di vitamina D anche con poco sole

In caso di carenze sarà sempre il medico a stabilire dosaggio corretto e tempistica dei supplementi necessari

22/05/2022 - di Gloria Ciabattoni

Si parla abitualmente di “Vitamina D” ma il termine è improprio, come chiarisce il professor Andrea Giustina, direttore dell’Unità di endocrinologia dell’Irccs San Raffaele di Milano e ordinario di endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università Vita-Salute San Raffaele:Non possiamo considerarla come gli altri nutrienti, ma è un vero e proprio ormone prodotto dalla cute e va somministrato sotto controllo medico e solo a chi ne è carente, cosa che si può verificare con una semplice analisi del sangue. Ma non è certo un farmaco da banco. È basilare nella prevenzione delle fratture ossee: in chi ne ha poca si verifica un minore assorbimento di calcio con la dieta, che causa man mano una maggiore fragilità dell’architettura ossea. Non solo. In caso di carenza di questa vitamina, il muscolo perde tonicità e spesso è questa la ragione delle cadute negli anziani”.

 

La buone abitudini per fare incetta

Per sintetizzare questa vitamina giova stare all’aria aperta 30 minuti al giorno se c’è il sole la cui azione stimola la cute a produrre questo ormone, ma questo accade, in Italia, solo per alcuni mesi all’anno. E con l’alimentazione possiamo assumere solo il 20 per cento del nostro fabbisogno di Vitamina D nei migliori dei casi, anche perché i cibi che ne contengono – latticini, pesce azzurro non sempre sono tollerati o graditi.

 

Poiché la Vitamina D regola il metabolismo del calcio e ne mantiene i livelli del sangue, se questa è carente lo è anche il calcio, anche se di calcio ne introduciamo una quantità corretta (cosa non sempre facile) oltre che attraverso i latticini con acque minerali ricche di calci; invece, il calcio contenuto nei mitici spinaci di Braccio di Ferro è poco assorbibile.

 

Alimenti “fortificati” con Vitamina D

Il professor Giustina cita il “Paradosso scandinavo” : nel Nord Europa le persone hanno un maggior livello di Vitamina D rispetto a quelle che vivono nel bacino Mediterraneo, anche se le ore di sole sono molto inferiori. Ma nel Nord Europa già da anni sono diffusi gli alimenti fortificati con Vitamina D e questo è un aiuto. Quindi serve un ausilio a chi ne ha bisogno, come donne in menopausa (50-65 anni) ma anche uomini, dai 65 anni circa in poi.

 

Non solo: come avverte il professor Giustina, anche persone giovani che osservano diete particolarmente rigide o che stanno poco all’aria aperta possono presentare carenze di questa vitamina. Che si può assumere, sempre dietro prescrizione medica, come colecalciferolo, che è la stessa sostanza che viene sintetizzata nell’organismo coi raggi solari. A seconda della prescrizione medica, può essere somministrato in dose giornaliera o settimanale o mensile. Il
fabbisogno di una persona normale si aggira intorno alle 800-1000 unità giornaliere ma in caso di patologie o terapie concomitanti può anche raddoppiarsi. Quindi occorre sempre consultare il proprio medico che terrà sotto controllo la terapia valutando i livelli circolanti dell’ormone a distanza di due o tre mesi.